Parliamo dell’area meno popolata della Campania, con un paesaggio spettacolare, borghi storici, raffinate eccellenze enogastronomiche: eppure il successo dell’Umbria qui non si realizza.
L’idea ossessiva che in una regione dalle splendide coste non vi sia futuro per le aree interne, paralizza tutto.
L’economia locale non crea occupazione e mancano iniziative di comunicazione capaci di promuovere il territorio.
“L’ho detto e ripetuto quando facevo l’assessore”, spiega il professor Felice Casucci, già assessore al Turismo della Regione Campania, giurista insigne e presidente della prestigiosa Fondazione Gerardino Romano di Telese Terme:
“il Sannio ha una grande risorsa (non sua), il bene UNESCO della Reggia di Caserta e, soprattutto, dell’Acquedotto Carolino, che assumeva (e ancora assume) storicamente le sue acque dalle sorgenti sannite (quelle del Fizzo sul Monte Taburno)”.
“Tale circostanza, che ha ricadute e potenzialità anche sui percorsi naturalistici, non è mai stata veramente correlata al Sannio (si pensi al cicloturismo), nonostante l’Acquedotto Carolino fosse una porta di accesso alla Valle Telesina. Si è preferito cercare narrazioni di sviluppo centrate su Benevento, che per altro poco valorizza il suo bene UNESCO, la chiesa di Santa Sofia” ha aggiunto Casucci.
“In questo modo, si sono perdute opportunità importanti di finanziamento e non sono state fatte nel Sannio scelte strategiche legate ai luoghi, che pure posseggono capacità inedite di offerta turistica (si pensi all’antica Telesia). I nuovi orientamenti di sviluppo sostenibile non si ricavano solo e tanto dalle destinazioni territoriali singolarmente considerate, ma da quello che io chiamo “turismo di direzione”, ossia un turismo strategico fondato su una scelta di campo tra immedesimazione, visione ed empatia (nel senso rogersiano del termine)” ha concluso il professor Felice Casucci.
Ma ci sono segnali positivi.
Nicola Ciervo, neoconsigliere comunale di Sant’Agata de’ Got e fine umanista, dice orgogliosamente:
“Il patrimonio naturale è la più concreta delle nostre ricchezze. Promuovere l’ambiente significa costruire, senza cristallizzarlo, un nuovo equilibrio nel quale l’uomo vive la Natura con profondo rispetto. Difendere e valorizzare questo oro verde è un atto di civiltà prima ancora che di sostenibilità”.
Promuovere l’ambiente: la formula magica.
Il massiccio del Taburno-Camposauro è un paradiso di foreste secolari, una miniera di biodiversità attraversata dalla leggendaria Via Francigena. E intorno fiumi, ruscelli, piccoli laghi. Ma purtroppo poco è manutenuto, organizzato, fruibile.
Se altrove la via Francigena muove decine di migliaia di turisti all’anno, con enorme indotto economico, qui è percepita come un attrattore di nicchia.
Eppure “oggi non esiste il turismo, ma i turismi”, afferma il presidente di Federturismo, Massimo Caputi.
E quello outdoor si può declinare in mille modi. Vie del vino (e della birra, che qui sposa la mela annurca, o dell’olio), trekking, trail running, enocicloturismo, foraging e laboratori di cucina o apicoltura, ippovie, ecocamping, forest bathing, orientering, canoyng…
Ma occorre una visione d’insieme, non micro-progetti locali.
Il turismo sostenibile impone anche una base etica: “L’abbandono degli animali, specie d’estate, è una tragedia”, tuona l’onorevole Francesco Emilio Borrelli:
“C’è chi prende in casa un cane come fosse un bambolotto, poi lo abbandona. Nel territorio del Sannio il fenomeno è diffuso perchè, essendo esteso e spopolato, è più semplice non essere scoperti mentre si fa un gesto infame e vigliacco come quello di abbandonare o maltrattare un animale. Nonostante le promesse il Governo non ha fatto nulla, e il problema è destinato ad aumentare. Un plauso va allo straordinario lavoro che fanno i volontari, mentre c’è chi si gira dall’altra parte”.
A proposito di volontari, Anthea Fusco, animalista, sottolinea:
“Cultura del benessere animale e tutela del territorio vanno di pari passo, ma nonostante alcuni segnali positivi, come l’ordinanza della sindaca di Sant’Agata de’ Goti in difesa dei diritti degli animali d’affezione, lottiamo ancora contro la vergogna di abbandoni e cani a catena. L’educazione al rispetto degli animali dovrebbe partire dalle scuole. E sarebbe stupendo creare itinerari di dog-trekking”.
Una svolta epocale per l’intera area potrebbe però venire dalla nuova linea ferroviaria, Alta Velocità e Alta Capacità. Un’opera che ha il dovere di farsi perdonare l’altissimo impatto ambientale, facendosi volano di crescita.
Il sindaco di Dugenta, Clemente Di Cerbo, è in prima linea come capofila di una serie di Comuni per esigere la realizzazione del collegamento diretto con la stazione di Afragola: per questa terra sarebbe il calcio di rigore che riaprire la partita.
L’economia riceverebbe una spinta enorme, incentivando il ripristino dei servizi essenziali: un ospedale vero, ad esempio, dato che quello di Sant’Agata ha un P.S. che chiude alle 18 come un ufficio postale.
Dorian Dakhlia, urbanista parigino che si definisce esploratore della contemporaneità, mi ha detto:
“Ho attraversato a piedi il Taburno, percorrendo sentieri splendidi che si addentrano nei boschi, ma non è stato facile, perché la segnaletica è imprecisa. Mi sono persino imbattuto in un cinghiale, e non saprei dire chi fosse il più sorpreso…”
Senza visione e pianificazione, questa terra resterà un capolavoro incompiuto: tanto straordinaria da scoprire, quanto dolorosa da abbandonare per i giovani costretti a cercare fortuna altrove.