Sicilia, trekking vicino Messina: autunno magico nel Bosco di Malabotta

A pochi chilometri dal centro di Messina, in Sicilia, si nasconde un gioiello naturalistico ingiustamente poco noto: andiamo alla scoperta del Bosco di Malabotta, che in autunno diventa un luogo magico tra foreste, menhir e torrenti.

28 novembre 2022 - 8:00

Trekking d’autunno vicino Messina tra rocce e foreste millenarie

La Sicilia del trekking svela i suoi itinerari e le sue suggestioni invernali in uno dei boschi naturali più caratteristici dell’isola.

Siamo nell’antica parte chiamata inquietantemente Val Demone.

Si tratta di una delle tre valli, le altre due sono Val di Noto e la Val di Mazara, in cui si divideva anticamente quel lembo di mare a tre punte nel mezzo al mediterraneo chiamata “Trinacria”.

É il Bosco di Malabotta, in provincia di Messina.

Incastonato tra i comuni di Montalbano Elicona, Mojo Alcantara, Roccella Valdemone, Tripi e Malvagna.

Rocche dell’Argimusco: rocce millenarie sul Sentiero dei Patriarchi

Custodi dell’area, provenendo da Montalbano Elicona, nobile borgo scelto per la residenza benefica e salutare di Federico II, appaiono sull’altipiano che da essi prende il nome le Rocche dell’Argimusco.

Si tratta di enormi macigni di calcare che vento e pioggia hanno eroso.

Sono così modellati in varie forme che hanno acceso la fantasia popolare e quella degli studiosi, per via della somiglianza con i dolmen e i menhir.

La Roccia Aquila, la roccia volto di donna, la roccia angelo orante nella suggestione delle loro forme è un’immagine effimera che vive solo nello spazio di una distanza, di una prospettiva invisibile.

Appena si abbandona questa linea l’immagine svanisce, la pietra torna ad essere pietra e non c’è modo di convincere la roccia a restituirci la grazia di quegli esili profili.

Ancora più in là, sparsi nella zona e lungo il cammino dei sentieri, si trovano anche i “cubburi”.

Sono costruzioni in pietra simili ai trulli pugliesi o ai nuraghi sardi, postazioni pastorali ricordo della vita agreste di uomini d’altri tempi.

Suggestioni narrate, emozioni e sensazioni che la montagna offre.

L’itinerario: trekking nel Bosco di Malabotta

Dal parcheggio si scende a destra attraverso un fitto bosco di cerri, faggi e castagni, raggiungendo la ex caserma forestale, dove è possibile la sosta e rinfrescarsi.

Proseguendo tra splendide piante di faggio con agrifoglio sparso si risale verso la sommità del Vallone Ca Devanne da dove, deviando a sinistra, si raggiunge la dorsale in prossimità di Serro Faita.

Costeggiando le cime più alte della Riserva quali Pizzo Petrolo (1337 m.), Rocca Vuturi (1325 m.), monte Croce Mancina (1341 m.) si può ritornare all’area attrezzata di Monte Cerreto (1280 m.).

Lungo la dorsale non sfuggiranno cer­tamente le piante secolari di Roverella dalle forme articolate e maestose.

La dorsale è anche il luogo ideale per vedere volteggiare diverse specie di rapaci.

Da qui, oltre a potere ammirare dall’alto i magnifici boschi della Riserva, si aprono panorami suggestivi sull’Etna, sulla Valle Alcantara e sulle cime più alte dei Peloritani (Montagna Grande, Rocca Salvatesta o di Novara).

Variante: dalla ex caserma forestale si percorre parte del primo itinerario in mezzo a boschi di faggio e agrifoglio.

Si giunge alla sommità del Vallone Ca Devanne, 1220 metri, si scende tutto il Vallone tra piante di Cerro ed arbusti di Citiso, Ginestra e Rosa Canina.

Prima della fine del Vallone, salendo sulla destra, si aggira una collinetta, fino a raggiungere la stradella che porta al Torrente Licopeti.

Risalendo lungo il torrente si raggiunge l’area attrezzata e il Torrente Fontanazze che si incontra a destra. Si ritorna quindi alla ex caserma forestale.

 

Informazioni utili

Ricchissimo di informazioni e di notizie su eventi e appuntamenti il sito ufficiale della Riserva Naturale del Bosco di Malabotta

 

 

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