Camminare nei Nebrodi significa entrare nel cuore verde della Sicilia.
Istituito nel 1993, il Parco regionale si estende per oltre 85.000 ettari e tutela il più vasto complesso boschivo dell’Isola, in un territorio dove paesaggi d’alta quota, antiche tradizioni contadine e una straordinaria biodiversità convivono ancora in equilibrio.
I Monti Nebrodi sono attraversati da innumerevoli sentieri adatti alle escursioni a piedi, in mountain bike o a cavallo.
Tra le fitte foreste di faggio, querce e castagni, chi cammina viene condotto alla scoperta delle suggestive zone umide d’alta quota.
Foto parco regionale dei Monti Nebrodi e Slow Food
Uno dei percorsi più affascinanti porta al Lago Biviere, nel territorio di Cesarò: una zona umida importante, la cui flora e fauna rigogliose si modificano seguendo il variare del livello delle acque.
Lungo le storiche trazzere del Parco non è raro incontrare i magnifici esemplari di Cavallo Sanfratellano, razza autoctona considerata la più antica d’Europa, con migliaia di capi di cui circa 1800 allo stato brado.
Altri itinerari spettacolari conducono al piccolo Lago Pisciotto, con la sua ricca vegetazione palustre, al Lago di Trearie, che regala viste memorabili grazie al passaggio degli anatidi in migrazione, e ancora al suggestivo specchio d’acqua del Lago Cartolari.
Tappa imprescindibile e punto di partenza privilegiato per molti di questi itinerari è Floresta, il comune più alto della Sicilia, a ben 1275 metri sul livello del mare.
Ribattezzata “il cielo dell’Isola”, la cittadina sorge lungo la statale 116 e rappresenta la porta d’accesso orientale al Parco.
Qui le attività di un tempo resistono nel rispetto della tradizione, scandite da un ritmo di vita lento e genuino, eredità di una storica comunità di pastori e contadini.
Passeggiando tra le sue strade si ammirano testimonianze come il Palazzo Baronale settecentesco in pietra arenaria, mentre il panorama spazia dall’Etna fino alle Isole Eolie.
Esplorare i Nebrodi è anche un viaggio nel gusto, alla scoperta dell’eccezionale biodiversità agroalimentare di quest’area montana.
Caseificio – Foto Parco regionale dei Nebrodi e Slow Food
Un patrimonio salvaguardato dai Presìdi Slow Food, nati per proteggere produzioni e specie locali a rischio di estinzione:
Il sito del CAI (Club Alpino Italiano) e i documenti collegati tracciano numerosi sentieri e itinerari attraverso i Monti Nebrodi.
La rete principale fa capo al Sentiero Italia, ma non mancano anelli e varianti ideali per esplorare l’alta quota e le meraviglie naturali del Parco.
Il Sentiero Italia, la dorsale escursionistica più lunga del Paese, attraversa la Sicilia passando anche dai Nebrodi: proprio qui è stata tracciata una sezione di quasi 70 km grazie al CAI Sicilia e all’Ente Parco.
Lago Mulazzo, Nebordi – Foto Getty Images
La Dorsale dei Nebrodi, tracciato principale, procede da ovest a est attraversando fittissime faggete, radure, laghi e fiumare.
È dotata di segnaletica ufficiale CAI e tocca luoghi nevralgici come le quattro “portelle” principali, dove si trovano capannine CAI e pannelli illustrativi: Portella Contrasto, Portella Obolo, Portella Femmina Morta e Portella Mitta.
La Tappa SI V23A (Floresta – Randazzo) abbandona gradualmente l’area dei Nebrodi a partire da Floresta, scende verso la valle del fiume Alcantara e, attraversando il Monte Pietracavalcata e il rifugio di Santa Maria dei Boschi, raggiunge Randazzo.
A queste si aggiungono diverse tappe di collegamento e bretelle in direzione nord-sud, segnalate dai volontari del CAI per raccordare il Sentiero Italia ai vari comuni del Parco.
Tra gli itinerari più noti, anche a livello intersezionale CAI, c’è il sentiero per il Lago Trearie, a circa 1435 metri.
Un classico percorso parte solitamente dalla strada provinciale nei pressi di Randazzo o Bronte, oppure dal ponte sul torrente Saracena, e si snoda fino all’area attrezzata e al lago.
I dislivelli sono leggeri e le probabilità di osservare i cavalli sanfratellani al pascolo e gli uccelli migratori sono ottime.
Le sezioni CAI del territorio, come quelle di Troina, Cefalù o Linguaglossa, curano e organizzano numerosi anelli escursionistici all’interno della rete sentieristica:
Unire il fascino dei laghi e dei boschi, l’ospitalità e l’aria pura di Floresta e i sapori antichi dei Presìdi Slow Food restituisce un’esperienza profonda.
È il modo migliore per comprendere come anche in Sicilia esista una terra di alta montagna, dove il rapporto tra uomo e natura, e tra cibo e paesaggio, continua a restare in perfetto equilibrio.
Si ringrazia il Parco Regionale dei Monti Nebrodi e Slow Food per la concessione delle foto.
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