Foreste Casentinesi: il sentiero dei Tedeschi

Con il nome “sentiero dei Tedeschi”, viene oggi indicato il sentiero Todt, collegato alla formazione della Wehrmacht, creata da F. Todt per costruire fortificazioni utilizzando manodopera straniera.

20 maggio 2019 - 16:19

Si sviluppa su un vecchio tracciato aperto fra Montanino e l’antica “via dei legni”, una strada per raggiungere l’Arno e permettere il galleggiamento del legname di queste foreste verso Pisa e Firenze, che portava da Giogo Seccheta alla Badia di Pratovecchio.

 

Ancora visibili le piazzole delle postazioni e le trincee scavate come punti avanzati del baluardo difensivo.

Gli uomini validi dei paesi vicini durante l’ultima guerra furono trasportati sui crinali dell’Appennino e costretti ai lavori forzati. Per alcuni di loro quella fu la prima tappa di un viaggio infernale, conclusosi tragicamente nei lager tedeschi.

Il “sentiero dei Tedeschi” doveva servire anche come via di comunicazione in un punto nevralgico della linea gotica, quindi il tracciato venne allargato e consolidato, tanto da poter essere attraversato dalle moto e dai sidecar. Di certo il tracciato si presentava più largo di quanto non sia oggi.

Il “sentiero dei Tedeschi” – luogo speciale per incontrare il “re” delle Foreste Casentinesi, il cervo – non è più utilizzato come via di comunicazione ed è diventato un percorso per gli amanti della foresta e gli appassionati delle mountain bike.

Si sviluppa nella riserva biogenetica di Camaldoli: le grandi foreste di faggi ed abeti bianchi – l’albero sacro dei monaci camaldolesi – oggi hanno ammantato tutto di pace, quiete e bellezza, compresi i ricordi dolorosi della guerra.

In autunno il cervo entra nella stagione degli amori e, con il sottofondo di un maestoso concerto di possenti “bramiti”, è facilissimo riuscire a scorgerlo nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, Pratovecchio

 

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