Dolomiti friulane: il Campanile di Valmontanaia

20 maggio 2019 - 16:08

Sconosciute, impervie, selvagge, difficili da raggiungere, eppure maestose, affascinanti, misteriose: le Dolomiti Friulane sembrano essersi dimenticate dell’uomo.

Il Parco naturale delle Dolomiti Friulane non ha sul suo territorio grandi centri abitati, e tutta l’area all’interno dei suoi confini è da sempre poco abitata.

Un’incredibile successione di vette di rara bellezza disegna il paesaggio e domina l’alta pianura friulana occidentale: guglie, pinnacoli, giganti di roccia, pareti verticali e sorprendenti formazioni carsiche rendono queste montagne un’esperienza indimenticabile per chiunque abbia la fortuna di inoltrarsi lungo i loro sentieri.

Solitario e maestoso, il Campanile di Val Montanaia è il più celebre di queste bizzarre invenzioni della natura, create in milioni di anni di sollevamento ed erosione: un pinnacolo di roccia di antico fondale marino, modellato da acqua, vento e ghiaccio che si staglia maestoso e solitario al centro di una preistorica conca glaciale.

Il Campanile di Valmontanaja, un imponente sperone di roccia inserito in un anfiteatro alpino da lasciare senza fiato, lo si raggiunge dal Rifugio Pordenone seguendo il sentiero CAI 353, fino al Bivacco Perugini, da cui prende il via l’arrampicata.

La via normale è una delle più complicate della regione. Si parte superando la parete sud lungo i suoi punti deboli, fino a giungere al Pulpito Cozzi, da cui si imbocca l’omonima fessura che consente di proseguire in orizzontale verso sinistra, sulla parete ovest.

Da qui si giunge al ballatoio circolare che porta alla cima del Campanile, molto ristretta.

Le soste sono attrezzate con anelli cementati. Per la discesa, si procede a corde doppie lungo la via di salita fino al ballatoio, da cui si segue verso nord in direzione del Bivacco Perugini, fino ad individuare l’ancoraggio per la calata.

L’ultima calata deposita nei pressi della Tacca del Campanile, dalla quale per facili ghiaie ci si riporta all’attacco. Tutte le calate sono attrezzate con anelli cementati.

Difficoltà arrampicata: III e IV, 1 tratto di V+

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