Niente toreri, solo regine: la corrida delle mucche in Valle d’Aosta

Nessuna goccia di sangue: le bovine più forti di ogni mandria si affrontano corna contro corna, spingendo senza ferirsi. Domenica 25 ottobre la finale alla Croix Noire di Aosta: regole, tecniche e storia della Battaglia delle Regine

6 ottobre 2026 - 17:25

L’autunno, in Valle d’Aosta, ha un suono preciso: muggiti cupi, zoccoli che raspano la terra, il colpo sordo di due fronti che si incontrano.

Domenica 25 ottobre 2026 quel suono riempirà l’arena della Croix Noire di Aosta, che ospita la 69ª finale regionale delle Batailles de Reines.

È una tradizione dalle origini antiche e in parte misteriose: bovine gravide reclamano la loro supremazia senza alcuno spargimento di sangue.

Perché le mucche valdostane si sfidano

A raccontarlo sembra un fatto bizzarro, e a vederlo lo è ancora di più.

In realtà dietro il combattimento tra mucche c’è un comportamento del tutto naturale e spontaneo: le bovine sono portate a confrontarsi per stabilire chi domina all’interno di ogni mandria.

Su questo istinto bellicoso, tipico di alcune razze alpine come la valdostana pezzata nera e castana, si regge uno spettacolo che anima l’intera regione.

Si comincia a marzo, ma il periodo clou va da agosto a ottobre, quando anche il cuore dei tifosi più sfegatati batte al ritmo delle sfide.

Chi può entrare nell’arena

Alla pacifica “corrida” partecipano le mucche che durante l’alpeggio hanno conquistato il primato per forza nelle rispettive mandrie.

Come accade agli atleti di boxe, le concorrenti sono divise in tre categorie di peso, e in ognuna viene proclamata una vincitrice.

C’è un requisito indispensabile per essere ammesse: le bovine devono essere gravide.

Uno spettacolo senza sangue

Gli animali danno vita a una sfida appassionante e del tutto incruenta, diventata un forte richiamo per il pubblico, non solo valdostano: arrivano spettatori da ogni parte d’Italia e anche dall’estero.

Il rituale è sempre intenso.

Le regine si lanciano sguardi feroci, scalciano all’indietro sollevando nuvole di polvere, si intimoriscono a vicenda con muggiti minacciosi.

Poi partono all’attacco. In questa lotta stravagante, però, si limitano a inforcare le corna e a spingersi frontalmente con tutto il vigore dei loro muscoli, senza procurarsi ferite.

Vince la bovina che costringe tutte le altre a indietreggiare.

Dalla Croix Noire al ballo del badoche

Le finali si svolgono ogni anno a fine ottobre nell’arena Croix Noire di Aosta, dove viene assegnato il titolo di Reina des reines, la Regina delle regine. Ci arrivano le bovine qualificate nelle eliminatorie disputate in tutta la regione.

Nel 2026 l’ultima eliminatoria è in programma domenica 11 ottobre a Gressan.

Quando la gara si chiude, la tensione accumulata da proprietari, pastori e turisti si scioglie nelle danze sul palchetto del badoche, il ballo pubblico.

A guidarlo è il badocher, eletto insieme alla sua badochère dall’intera comunità in occasione della festa.

La finale 2026: orari e biglietti

La 69ª finale regionale si disputa domenica 25 ottobre.

La giornata comincia presto: dalle 8 alle 10 si pesano le bovine. La prima fase dei combattimenti va dalle 11 alle 12.30 e, dopo la pausa, la seconda riprende alle 13.30.

Il biglietto intero costa 20 euro. L’ingresso è gratuito per i ragazzi fino a 18 anni, per le persone con disabilità e per l’eventuale accompagnatore.

Il giorno prima, sabato 24 ottobre, si tengono il Concorso interregionale Valle d’Aosta e Piemonte e i Combats deuxième veau.

Più di una gara: il valore per gli allevatori

Il significato delle Batailles de Reines va oltre l’aspetto ludico o agonistico.

Per un allevatore, possedere una regina delle corna è motivo di vanto e garanzia della qualità con cui conduce la propria azienda.

La passione della comunità, dei turisti e soprattutto dei giovani contribuisce inoltre a tenere vivo l’allevamento di qualità, ancora oggi un’importante fonte di reddito per la Valle d’Aosta.

La razza valdostana, infatti, non è selezionata solo per i combattimenti: prima di tutto deve essere una risorsa per l’uomo, producendo latte, carne e nuovi capi.

Le tecniche di combattimento delle regine

Proprio perché la lotta è incruenta, anche gli eventuali incidenti raramente vanno oltre la rottura di un corno o piccole lacerazioni.

Le bovine entrano nell’arena guidate dai proprietari, che le posizionano una vicina all’altra. Da quel momento emergono atteggiamenti ricorrenti, molto simili a vere tecniche di combattimento.

Se gli animali si trovano affiancati, girano la testa verso l’avversaria e si squadrano senza muovere il resto del corpo. Se invece si fronteggiano, abbassano la testa protendendo le corna.

Di solito restano immobili, ma alcune avanzano di qualche passo o raspano il suolo con uno zoccolo: sono le cosiddette minacce generiche.

La minaccia laterale, invece, è un lento spostamento di una vacca verso l’altra, fino a presentarle il fianco. Poi, all’improvviso e senza ragioni apparenti, la fase di studio finisce e comincia l’attacco.

Le regine formano allora figure classiche. Nel tête-à-tête si scontrano frontalmente, spingendo con tutta la loro forza.

Quando a una delle due sfugge la presa sulla fronte dell’avversaria, le contendenti finiscono di solito nella posizione testa contro collo: se il corno diventa un pericolo, intervengono i pastori a interromperla.

Evoluzione naturale di questa fase è lo spalla contro spalla, con le vacche parallele che si spingono a vicenda.

Quando la sfida finisce

Un combattimento può durare meno di un minuto, ma a volte supera la mezz’ora.

Poi, per ragioni che restano misteriose alla comprensione umana, una delle regine abbandona la lotta, anche quando le sue possibilità di vittoria non sembravano compromesse.

L’animale fugge verso l’esterno, inseguito per qualche passo dalla vincitrice. A quel punto i pastori intervengono e la battaglia si chiude.

Una tradizione antica

Sull’origine delle Batailles de Reines, e soprattutto sul periodo in cui sono nate, esistono diverse teorie.

Alcune ricerche condotte in particolare nel Vallese svizzero fanno risalire la passione per questi combattimenti almeno alla metà dell’Ottocento, ma molte fonti ne collocano lo svolgimento già due secoli prima.

In Valle d’Aosta, nel 1858, il poeta dialettale Jean-Baptiste Cerlogne scrisse La Bataille di vatse a Vertosan, composizione fondamentale per la letteratura locale.

L’entusiasmo che traspare dai suoi versi conferma che il combattimento era già un evento radicato.

Ricostruirne la storia è difficile anche per un’altra ragione: durante il fascismo, che aveva cercato di cancellare in Italia le tradizioni di origine straniera, le “battaglie” non furono più organizzate.

Dal 1947 a oggi

La prima edizione moderna si tenne nel 1947, proprio nello stadio comunale di Aosta.

Da allora l’interesse per questa pratica antica è cresciuto costantemente, con una riscoperta tanto ampia quanto meritata.

Guardare due regine incrociare le corna significa assistere a qualcosa che va oltre lo spettacolo: un istinto antico, una comunità che si riconosce nei propri animali, un modo di abitare la montagna che passa ancora dagli alpeggi e dalle stalle.

Lontano dai riflettori dei grandi eventi, è in questi riti che le valli raccontano chi sono davvero.

 

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