Trekking in Toscana: camminare tra i borghi più suggestivi

Toscana outdoor da visitare, da camminare per scoprire un inatteso tesoro di cultura, storia, arte e tradizioni, da ricercare nei piccoli borghi valida alternativa alle più classiche rotte turistiche che portano verso le grandi città d’arte e i musei più famosi del mondo.

19 marzo 2020 - 15:44

La Toscana outdoor mostra un caleidoscopio di sensazioni ed emozioni sempre diverse, straordinarie, da vivere in tutte le stagioni, dalle città d’arte alle terme, dal mare alla montagna, dalle destinazioni naturalistiche alle mete gastronomiche e appuntamenti culturali.

Un itinerario sorprendente, invitante, discosto dai percorsi principali, mostra centri ingiustamente definiti minori che giganteggiano nella storia e nell’arte, esercitando un’attrazione sempre più forte sui visitatori italiani e stranieri.

Lontani dalle destinazioni più scontate, i borghi millenari che costellano il paesaggio toscano sono uno straordinario serbatoio di identità, tradizioni e produzioni di qualità, e possono divenire il vero punto di partenza per esplorare le dieci province della regione, lungo circuiti culturali e artistici, musei, antiche pievi, fortilizi, palazzotti signorili o case rurali.

Un’ottantina di questi piccoli centri toscani, estranei agli effetti deleteri di un certo tipo di progresso, è accomunata da quella sensazione di unità, integrazione e coesione che cattura piacevolmente il turista.

Montecatini Terme: bellezza e benessere

Ascriviamo tra queste realtà il centro termale di Montecatini Terme (PT), perché al benessere del visitatore partecipano sia le sorgenti idrominerali curative sia la ricchezza storico, artistica e ambientale della Val di Nievole.

Dalla cittadina, costruita nell’Ottocento quasi interamente in stile liberty, si può salire a Montecatini Alto, dall’origine antecedente al Mille, grazie a una funicolare del 1850 che ha mantenuto le carrozze originarie e gli interni completamente in legno.

Nelle pagine che seguono diamo qualche consiglio affinché il vostro viaggio nella Toscana outdoor si trasformi in una kermesse di sensazioni indimenticabili, camminando in alcuni borghi storici, con i loro monumenti segnati dai secoli, le botteghe artigiane espressione della creatività dell’uomo, le trattorie e i ristoranti dove la qualità di un’alimentazione sana e genuina riporta alla luce sapori dimenticati.

Toscana outdoor: borghi in festa

Le rievocazioni storiche sono l’occasione migliore per visitare i borghi perché i loro cittadini rendono partecipi della propria storia i turisti, grazie alle magiche atmosfere create dalle antiche mura e dai figuranti in costumi d’epoca che sfilano lungo vicoli, portici, piazzette e logge, già di per se affascinanti.

In Val d’Elsa è possibile immergersi in un universo parallelo al nostro in occasione della “Fiera delle Messi”, una manifestazione che si svolge a San Gimignano (SI), coinvolgendo le quattro contrade animate da cavalieri, saltimbanchi, suonatori, bancarelle di arti e mestieri del periodo medioevale.

All’interno della cinta muraria, felicemente recluso in tanta bellezza il turista camminerà con il naso rivolto all’insù, rapito dalle quindici torri rosseggianti che fanno a gara per toccare il cielo: dalla torre del Palazzo Antico del Podestà all’altissima Torre Grossa del Palazzo Nuovo, dalle torri Gemelle degli Ardinghelli, guelfe, alle agili torri ghibelline dei Salvucci.

Atmosfere medioevali si respirano nelle serate estive di Suvereto (LI), passeggiando nel centro alla ricerca delle botteghe artigiane, banchetti e monumenti rimasti immutati nei secoli (il Palazzo Comunale, il chiostro del Convento di S. Francesco, la Chiesa del Crocifisso, la Pieve di S. Giusto, la Rocca Aldobrandescas).

A Massa Marittima (GR), durante il Balestro del Girifalco il foresto si troverà catapultato come per incanto nel fiorente periodo storico del libero Comune.

Il silenzio s’impadronisce della piazza, il girello ha caricato la balestra, la verretta così scagliata centra il corniolo: esplode un tripudio di gioia fra gli abitanti del terziere vincitore.

Questo è il momento culminante della manifestazione, preceduta da costumi trecenteschi che sfilano in un pittoresco dedalo di vicoli, fino a raggiungere la monumentale Piazza Garibaldi, dove si affacciano il Palazzo del Podestà, il Palazzo dei Priori, la Fonte dell’Abbondanza e il Duomo di San Cerbone.

A Montepulciano (SI), “perla del Rinascimento”, si corre invece l’appassionante “Bravìo delle Botti”: ogni contrada è rappresentata da due atletici spingitori che concorrono nel far rotolare la loro botte lungo le vie del centro storico, fino alla linea del traguardo posta sul sagrato del Duomo.

Dalla Torre del Palazzo Comunale di Montepulciano si possono contemplare i borghi che punteggiano la campagna toscana, resa celebre in tutto il mondo da lungometraggi e spot pubblicitari: a est sorge Chianciano Terme (SI), ricca di acque dall’azione altamente curativa, dove il geniale regista Federico Fellini vi ambientò “Otto e mezzo”, mentre Pirandello vi cristallizzò le sue emozioni in “Novelle per un anno”.

Verso nord-ovest si ammira la robusta cinta muraria trecentesca di Buonconvento (SI), borgo perfettamente conservato, dove si è sviluppato nel tessuto urbano uno stile liberty raffinato, giocato sui materiali, sui cromatismi, sugli effetti decorativi.

Più in là, immersa nel paesaggio della Val d’Orcia, spunta la mastodontica Rocca senese di Montalcino (SI). Per merito del più celebre vino italiano, il Brunello, i monumenti storici dell’ultimo baluardo repubblicano ­­– il Palazzo dei Priori, la vicina Loggia, le Chiese di Sant’Egidio e Sant’Agostino, i Musei Riuniti – passano quasi inosservati al turista frettoloso.

La “Sagra del Tordo” rappresenta l’occasione migliore per recarsi a Montalcino: la manifestazione storico-folcloristica vede sfidarsi al tiro con l’arco i quattro quartieri (Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio), riprendendo così la tradizione venatoria del periodo medievale, quando cacciatori e falconieri battevano il contado a caccia di prede.

Sempre in provincia di Siena, in posizione dominante sulla valle del torrente Crèvole, sorge Murlo.

I reperti archeologici rinvenuti negli scavi di Poggio Civitate, conservati nell’Antiquarium di Palazzo vescovile, ricordano a tutti come questo paesaggio biancheggiante di crete fosse un importante insediamento etrusco.

Gli abitanti del borgo amano dire che in questa appartata striscia di terra senese, dove tremende guerre, epidemie e carestie sono state rarissime, si è conservato gran parte del patrimonio genetico degli antichi signori dell’Italia centrale.

Trekking in Toscana: l’itinerario di Chianciano Terme

Prima d’intraprendere l’anello escursionistico, in Località La Foce, punto di partenza dell’escursione, è possibile visitare lo splendido giardino all’italiana dei Marchesi Antonio e Iris Origo, realizzato tra il tra il 1924 e il 1939 su disegno dell’architetto inglese Cecil Pinsent (si può visitare, su prenotazione, nei giorni feriali della settimana), e ammirare le biancane tipiche della Riserva Naturale di Lucciola Bella.

Il punto panoramico mostra la solare Val d’Orcia bordata dal rilievo più alto della zona, il Monte Amiata. Dal parcheggio di località Villa La Foce (555 m) si segue la strada bianca che arriva sino al piccolo cimitero.

Oltrepassata una quercia secolare, si procede verso il Podere Chiarentana (520 m).

Trascurando al km 3 la deviazione per l’agriturismo Il Podere, si sale in direzione dei poderi Tre Case e Santa Maria. La tappa successiva è Castiglioncello sul Trinoro (770 m), uno dei punti panoramici più apprezzati sulla Val d’Orcia.

Al km 7.7, poco oltre Castiglioncello sul Trinoro, una strada carrareccia conduce a sinistra verso l’area attrezzata de Le Crocette (da dove ha inizio anche un Sentiero Naturalistico che attraversa un’inconsueta faggeta di bassa quota).

Oltrepassato il Podere Pietraporciana (847 m), dove si trova il Centro Visita della riserva, il Laboratorio Didattico e il Rifugio escursionistico.

Al km 11 s’incontra l’area pic nic detta “Bello sguardo” e, soprattutto, la bellissima faggeta della Riserva Naturale di Pietraporciana. Si percorrono gli ultimi 3 km per rientrare a località “La Foce”, attraverso un bosco misto di pini e lecci.

 

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