Los Roches e Isole Farne: Paradisi lontani, paradisi diversi

18 marzo 2020 - 11:54

Mondi da difendere, ricchi di specie animali da ammirare e rispettare

Seahouse è un minuscolo e grazioso paesino di pescatori lungo la costa nord orientale dell’Inghilterra a ridosso del confine scozzese.La gente è cordiale, si mangia un buon pesce ma soprattutto è il luogo ideale per imbarcarsi e visitare le Isole Farne, santuario ornitologico gestito dal National Trust.

Distanti dalla costa meno di 4 miglia, le Farne sono 28 isolotti di cui la metà non più grandi di uno scoglio; hanno una superficie di circa 97 ettari e sono famose per l’enorme quantità di uccelli che vi nidificano, per un’importante colonia di foca grigia (circa 4000 esemplari) ma soprattutto per la possibilità di avvicinarsi moltissimo ed osservare tutti gli animali presenti..!!!

Alle Farne lo scenario ornitologico è realmente impressionante, tutti gli alcidi nidificanti in Gran Bretagna (con la sola eccezione dell’uria nera) sono presenti in maniera importante.
La simpatica pulcinella di mare che spesso occupa le tane dei conigli per deporre le sue uova, registra 55000 coppie.

L’uria con più di 30.000 coppie la si può osservare in grossi assembramenti mentre cova su rupi verticali e la Gazza marina poi, anche se è presente con “solo” 300 coppie circa, è facilmente osservabile sulle scogliere o in acqua mentre pesca. Tra i gabbiani nidificano copiosi il Gabbiano reale nordico, lo Zafferano, il comune, il Mugnaiaccio ed il gabbiano Tridattilo con 4500coppie. Le sterne poi, dopo aver volato per migliaia di chilometri, si fermano in questo magico arcipelago con diverse migliaia di coppie per deporre le proprie uova.

La visita

Per visitare le isole Farne è necessario recarsi nel paese di Seahouse da dove partono la maggior parte dei tour in barca.

Nel porticciolo vi sono una serie di chioschi dove è possibile chiedere informazioni e visionare le diverse proposte di visita intorno alle isole in modo da poter osservare in relativa comodità tutta l’avifauna presente. Queste escursioni sono tutte abbastanza interessanti e dal costo simile.

Il periodo di visita va in genere dal 1 maggio al 31 luglio, periodo in cui è possibile osservare tutto il ciclo riproduttivo delle colonie di uccelli marini, le isole in cui è permesso sbarcare sono Inner Farne e Staple Island e Longstone Island.

Il tempo di navigazione per raggiungerle e di un’ora circa a seconda delle condizioni del mare, tempo in cui è possibile fare interessantissime osservazioni dall’imbarcazione. Il tour e la permanenza sulle isole e sempre troppo breve per cui è vivamente consigliabile acquistare un biglietto con la formula “all day bird watch” che comprende la visita e lo sbarco ad entrambe le isole con una permanenza di 1,5-2 ore ciascuna per un’escursione di almeno 5 ore totali.

Questa formula consente un’esperienza ornitologica davvero unica, permettendo un contatto praticamente fisico con l’avifauna nidificante!!!

A Spasso tra Urie e Pulcinella

La prima ad essere raggiunta è Staple Island un isola praticamente piatta dalla costa rocciosa. I lamenti dei Gabbiani tridattili ed i versi delle Urie sembrano voler salutare il nostro arrivo. Superati i primi scalini si avrà subito la sensazione di essere all’interno di un documentario della BBC; pennuti realmente ovunque..!!!

Gabbiani tridattili che nidificano a pochi centimetri dagli scalini, marangoni dal ciuffo che sembrano voler “rubare” un pò di spazio a i loro vocianti vicini. E poi le Pulcinelle di mare, vere star di Staple Island.

Con il loro buffo andamento a piccoli passettini si spostano di qualche metro al nostro passaggio, fermandosi un po’ più in là come per mettersi in posa…. Il tutto a portata di obbiettivo, un vero paradiso per il birdwatchers e per il fotografo!!
Saliti poi su una specie di anfiteatro naturale di roccia, troveremo alla nostra sinistra ancora numerosissimi Marangoni in cova

che sembrano scrutare minacciosi il nostro arrivo con il verde smeraldo dei loro occhi. Di fronte, grandi faraglioni traboccanti di Gabbiani tridattili, Urie e qualche Gazza marina.
Il tempo a nostra disposizione passa rapidamente anche perché l’isola è visitabile praticamente in tutta la sua estensione e la ricchezza di avifauna invitano a cercare inquadrature insolite un pò ovunque. Solo alcune piccolissime zone delimitano l’accesso da fettucce arancioni poste per lo più per proteggere i turisti dai dirupi che per salvaguardare i nidi sparsi ovunque!

Il tour in genere continua con un breve giro panoramico intorno all’isola garantendo ulteriori osservazioni.

Dopo di che la nostra imbarcazione si spinge fino a Longstone Island dove è situata la principale colonia di Foca grigia. Dalla barca si riesce sempre a veder bene questo simpatico pinnipede pigramente adagiato sugli scogli, ma con un briciolo di fortuna non è raro che qualche esemplare più curioso si avvicini alla barca, abituato a non preoccuparsi della presenza umana.

Infine si arriva a Inner Farne, l’isola delle sterne.

Inner Farne è l’isola più vicino alla costa inglese; su di essa vi sorge la graziosa cappella di Saint Cuthbert ed un bel faro. Approdati, la salita alla chiesa dal molo è sempre piuttosto avventurosa. Lungo il sentiero nidificano centinaia di Sterne codalunga che non esitano ad attaccare “a sangue” chiunque si avvicini.

Passato l’iniziale timore si potrà godere di uno spettacolo “indimenticabile..” a parte le possibile beccatine,si potranno sfruttare i voli radenti sulle nostre teste per osservazioni ravvicinate davvero uniche!!

Arrivati alla chiesa, dove si può trovare “riparo” dalle sterne..ed usufruire del bagno, il sentiero prosegue a sud in direzione del faro nei pressi del quale vi è una larga piattaforma dove i turisti, quasi esclusivamente britannici, si fermano per riposarsi o per mangiare qualcosa.

Ai lati di questa piattaforma, internamente vi è una popolosa colonia di Pulcinella, all’esterno invece, si ergono dei pinnacoli coperti dai nidi di Urie, Marangoni, Gabbiani tridattili e l’onnipresente Gazza marina. Il sentiero prosegue circolarmente

in direzione della chiesetta attraversando una zona in cui gli Edredoni nidificano abbondantemente. Sul lato nord dell’isola poi non è raro scorgere Beccacce di mare e Corrieri grossi che scelgono questa zona un po’ più tranquilla per deporre le loro uova. A fianco della cappella è funzionante un “Information Center” dove i volontari del National Trust saranno lieti di rispondere a qualsiasi domanda ed informazione sull’isola( purchè posta in inglese…) .

Dopo due ore si rientra a Seahouse dopo una giornata che difficilmente dimenticheremo.

Un vero paradiso ornitologico

Le Isole Farne rappresentano un vero “santuario ornitologico”; nel 2007 sono state censite ben 182 specie di uccelli di cui almeno 22 nidificanti, in un contesto da favola dove tutto è pulito e dove ogni cosa funziona grazie anche al lavoro di decine di volontari che ogni anno si adoperano con entusiasmo alla tutela di questo angolo di paradiso.

Altro scenario incontrai pochi mesi dopo, quando un amico biologo mi coinvolse per un lavoro in un diverso gruppo di isole, questa volta nei Caraibi; nel Parco Nazionale di Los Roques

Un sito davvero unico

Situato nel mar dei Caraibi, a circa 130Km a nord delle coste centrali del territorio continentale venezuelano, l’arcipelago è un vasto atollo corallino composto da una cinquantina di isole emerse è da rilevanti barriere coralline per una superficie di circa 221.120 ha; le calde acque raggiungono profondità di 1700 Mt ma la media dell’atollo è inferiore ai 15 metri .

L’arcipelago di Los Roques grazie alla sua ubicazione geografica particolarmente privilegiata nel mar caraibico, è l’incontro di tre ecosistemi diversi: praterie marine, barriera corallina e foresta di mangrovia.

Oltre 60 specie di coralli, circa 200 specie di crostacei, oltre 140 specie di molluschi, 280 specie di pesci tipici della barriera corallina, quattro specie di tartarughe marine(nidificanti) e 6 specie di mammiferi marini che frequentano le acque dell’arcipelago, rendono il parco un vero paradiso litoraneo marino.Per l’avifauna poi, l’atollo, rappresenta un sito di estrema importanza. Los Roques è un centro di confluenza per gli uccelli migratori ed è un ambiente adatto per le numerose colonie di uccelli marini e pelagici che ogni anno vi depongono le uova.
Nell’arcipelago sono state censite almeno 92 specie di uccelli di cui una cinquantina migratori provenienti dal nord America.

 

 Impressioni di un viaggiatore

Il Parco Nazionale di Los Roques dista solo una quarantina di minuti di volo dalla capitale ed arrivarci è davvero un attimo; dall’alto aereo lo spettacolo è superbo; mille granelli di sabbia gettati in un verde smeraldo difficile da dimenticare, decine e decine di isole perlopiù disabitate ma brulicanti di vita animale.
L’atterraggio regala qualche palpitazione di troppo (la minuscola pista inizia e finisce sul mare..) ma arrivati si è già immersi nel clima caraibico; palme, sabbia bianca, una laguna tutta da scoprire e centinaia di vocianti pellicani a pochi metri dalla spiaggia sembrano dare il benvenuto.

Le formalità doganali, fortunatamente sono rapide e dopo pochi minuti, sistemati i bagagli in posada, si è subito pronti a scoprire le bellezze di Gran Roque, l’isola è piccola e proprio dietro l’abitato, è situata un’interessantissima laguna brulicante di vita.

Passeggiando lunga la costa moltissimi Pellicani pescano praticamente a riva, e puntualmente vengono rapinati dai gabbiani, decine e decine di piccoli uccelli, cercano sulla battigia di conquistarsi la colazione. Una sula fosca, sembra voler insegnare ai pellicani come si ci tuffa; diverse fregate volano bassissime pronte ad approfittare o a depredare qualsiasi uccello voli nei dintorni; sembra di essere all’interno di un documentario, invisibili a questi animali che difficilmente ci degnano della loro attenzione.

Qui le distanze di fuga sono spesso davvero irrisorie, gli isolani sono del tutto disinteressati all’avifauna ed il turismo tradizionale cerca il sole e le spiagge piuttosto che gli amici pennuti che probabilmente non hanno una memoria negativa nei confronti degli umani.
Il mangrovieto è un pullulare di vita, tantissimi aironi e sule; su un’isoletta vicino c’è una grossa colonia di nidificazione della sula piedirossi: si intravede il fermento di ali.

Testo e fotografie di:
Massimo Piacentino

 

Informazioni Utili:

Come arrivare: A Caracas si arriva con diverse compagnie aeree: piuttosto interessanti sono le proposte di Airfrance (www.airfrance.com) e di Iberia (www.iberia.com), anche Alitalia offre voli di linea, da Caracas partono diversi voli giornalieri per Gran Roque (circa 200euro a/r) ma gli aerei sono piccoli e dispongono di pochi posti. Spassionatamente consiglio di prenotare con largo anticipo magari, acquistando il pacchetto completo direttamente da un tour operator locale che offrirà le condizioni migliori (in Venezuela le tasse sono notevolmente inferiori) e vi garantirà i passaggi aerei da/per l’arcipelago. A Gran Roque sono presenti una cinquantina di Posade,le case dove alloggiano i turisti.Ve ne sono di tutti i prezzi: Natura Viva, Caracol, Macondo(gestita da simpaticissimi italiani) sono sicuramente tra le più conosciute; io sono stato ospite della posada Acqua marina (www.posada-acquamarina.com) dove ho trovato un ottimo rapporto qualità-prezzo e mi hanno organizzato tutto il viaggio senza il minimo intoppo.

Soldi: in Venezuela la moneta ufficiale è il bolivar; in aeroporto vi sono gli uffici di cambio ma ovunque e chiunque vi proporrà un cambio nettamente favorevole. Per entrare a Gran Roque è necessario pagare una piccola tassa di ingresso (circa 55 bolivar a persona) come e necessario pagare una tassa d’uscita dal Venezuela(sempre in bolivar)

Vita sull’isola: Gran Roque, capoluogo dell’arcipelago è un paesino piccolo e poco animato, non sono presenti strade asfaltate e non esiste traffico urbano(neanche un automobile!!); volendo, con un paio di infradito due magliette, costume e tanta crema solare, si ci fa tutta la vacanza..!!! Nel capoluogo, in pratica, non esiste spiaggia accessibile, ma tutte le posade organizzano quotidianamente escursioni nelle isole vicine, tutte incredibilmente belle!!

Sicurezza: Nell’arcipelago non esistono problemi di sicurezza, le gente è cordiale e disponibile in maniera del tutto disinteressata: si può girare tranquillamente a qualsiasi ora del giorno e della notte (ma per andare dove..?) senza nessun problema. Capitolo a parte merita Caracas dove vi sono seri problemi di sicurezza ed è estremamente pericoloso fare i “turisti” se non accompagnati da una guida raccomandata. Nonostante ciò la città è incredibilmente assurda: un traffico inenarrabile ed una natura straripante: in ogni angolo verde, in parchi e giardini, è un ribollire di ali colorate, di avvoltoi che volteggiano curiosi, di bradipi che lentamente osservano le liti tra tassisti!! Per il ritorno in Italia, recatevi in aeroporto con notevole anticipo (almeno 2-3 ore prima) perchè le formalità doganali in uscita possono essere davvero numerose ed estremamente meticolose; con il personale della dogana(solitamente gentile) teniamo un atteggiamento positivo ed estremamente collaborativo; le ispezioni “corporali” sono una consuetudine e casi di turisti che hanno perso l’aereo a causa delle “lungaggini” doganali se ne conoscono..

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Trekking d’autunno: in cammino lungo i sentieri del vino

Val di Fiemme: in bici alla scoperta delle Dolomiti

La Via del Sale: un percorso sulla cresta dell’Appennino Ligure