Sognando California – Parte due

18 marzo 2020 - 12:38

Aperta la porta della California non resta che pescare nel mazzo delle highways in uscita da essa per trovare le giuste tappe sulla strada delle montagne, dove attende un mondo tutto particolare che ha nome Mammoth Lakes, un immenso luna-park naturale per chi non ama la vita piatta ma soprattutto piana.

Poco fuori città, in uscita da Sausalito, Muir Woods National Monument offre una distensiva passeggiata di un paio di ore all’interno di ciò che rimane della antica foresta di sequoie sempreverdi che fino ad inizio ‘800 ricopriva tutta la California settentrionale.

Queste piante simili alle sequoie, di fusto meno ampio ma di statura più elevata raggiungono gli oltre 600 anni di età e costituiscono un habitat ideale per diverse specie animali e vegetali di “bassa luce”. Una piccola rete di sentieri a circolo, ben segnalati ed evidenti, permettono dal visitor center una combinazione che regala una gita completa in un ambiente boschivo introvabile per noi europei.

Uno sguardo alla costa è doveroso, cosi come uno sguardo ad una delle ben note valli del vino californiano, dove un percorso escursionistico lungo costa può essere il diversivo per una mattinata, ed una pedalata interna tra ciclabili, vigne e cantine quello per il pomeriggio.

Le mete più sottomano prima di piegare verso la Sierra Nevada sono nella vicina contea di Sonoma, dove Bodega Bay, resa celebre come set del film “Gli uccelli” di Hitchcock, ed il litorale fino a Jenner sono un ambiente silenzioso, solitario e di grande respiro, con la originalità della nebbia a pelo d’acqua e le falesie rocciose e spesso tagliate di netto che rendono uno spaccato da grande nord irlandese e scozzese più che da oceano pacifico nordamericano.

Questo per smentire e meravigliare coloro i quali pensino che la California marina sia solamente Los Angeles e le spiagge limitrofe con interminabili distese di sabbia brulicanti di surfers a tempo di rock. Qui la fauna è rappresentata da silenziosi pescatori, tranquilli canoisti e l’unico vociare è quello della fauna avicola che, come alle Isole Shetland o sulle falesie dei Cliffs of Moher ha trovato un habitat particolare.

Dalla Goat Rock, dirimpetto al pugno di case di Jenner, parte il “Kortum trail”, un sentiero marino di circa 6 kilometri fino ad Ocean View, e che si esprime al meglio nelle luci basse del primo mattino come del tramonto per gli amanti degli scatti-cartolina. E’ una passeggiata breve che si integra bene, a mezz’ora di macchina, con una breve, lenta e spezzata pedalata piatta di circa 30 kilometri che nella vicina Santa Rosa conduce tra piste ciclabili, strade secondarie e tratturi, tra i filari delle fattorie del vino che hanno fatto la fama di Sonoma Valley, con interessanti visite ad un paio di cantine di produzione ed obbligata e benvenuta degustazione.

Sulla via delle montagne, il Lake Tahoe, che marca la linea di confine col Nevada a quota 2000 metri, è uno spettacolo tropicale d’alta quota che meriterebbe capitolo a se stante anziché essere passato in velocità, ed il paesaggio che lo separa da Mammoth Lakes non è certo noioso, con la scenic B-way 88/89 che doppia Luther Pass, attraversa Markleville e continua fino a Topaz Lake.

Qui diventa US 395 e poco prima di Mammoth Lakes, offre la deviazione per Mono Lake, un lago salato oltre il doppio del mare che sostiene un ecosistema dove minuscoli gamberi e mosche alkali provvedono cibo per milioni di uccelli residenti e migratori. Il “must” sono le torri di tufo alte fino a dieci metri, che assumono forme curiose combinando con lo specchio lacustre uno scenario lunare, specie se la sosta, che vale di certo la pena, avviene con luce solare bassa e trasversale.

Testo e foto di Carlo Ferrari

Leggi anche le altre tappe:

Sognando California – Parte 1

Sognando California – Parte 3

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