Camminare in città: alcuni consigli per tenersi in forma

25 agosto 2020 - 12:51

Camminare è il primo mezzo di spostamento che l’uomo ha avuto nella sua storia, impariamo a farlo nei primi anni di vita e continuiamo a camminare durante tutto l’arco della nostra esistenza.

Un sequenza di movimenti naturali, come quella di mettere un piede davanti all’altro, per raggiungere le proprie mete e destinazioni.

Negli ultimi decenni però camminiamo sempre meno, spesso impigriti dall’eccessivo utilizzo dell’automobile o di altri mezzi di trasporto, al punto che questa carenza di movimento si sta trasformando in una questione medica e il camminare diventa una terapia vera e propria.

Per fortuna, negli ultimi anni, sta nascendo una nuova consapevolezza sulla necessità di riprendersi i propri spazi e i propri tempi, di vivere gli ambienti a “passo lento”.

Sempre più persone stanno mutando le proprie abitudini di vita quotidiana, ridando nuovo spazio al camminare proprio come mezzo di trasporto ordinario per raggiungere l’ufficio, fare la spesa o accompagnare i figli ad allenamento.

Oggi si cammina per conoscere davvero la nostra città ma, soprattutto, per spostarsi coniugando vita urbana e benessere.

La camminata è anche allenamento quotidiano, alcuni lo chiamano fit walking, ma semplicemente si tratta di allenare il proprio corpo camminando. In italiano non ci sono termini equivalenti, perché la parola camminare non ha bisogno di aggettivi per spiegare la sua funzione di strumento per la salute e il benessere.

Muoversi in un ambiente urbano è diverso dal percorso nella natura, per questa ragione è importante evitare alcuni errori che possono portare qualche problema.

Non è solo questione di gambe

C’è chi pensa che la camminata interessi solo la parte inferiore del corpo, che coinvolga principalmente le gambe e i piedi.

Questa considerazione non è corretta, infatti camminare è un movimento che coinvolge tutto il corpo ed è importante avere una corretta postura per evitare di soffrire di fastidiosi dolorini alla schiena.

Infatti anche le braccia, le anche e i muscoli addominali sono coinvolti nel movimento, questi ultimi in particolare devono essere sempre un po’ contratti per aiutarci a tenere la schiena dritta e non inarcata.

Questa postura aiuta a far lavorare correttamente tutta la muscolatura del nostro corpo, da quella lombare alle spalle, questo è particolarmente importante quando si cammina in città, dove le superfici che calpestiamo sono rigide e poco ammortizzanti.

Andare a velocità costante

Un’altra differenza da tenere in considerazione è la finalità della camminata.

Quando il fine settimana decidiamo di andare in montagna per passare una giornata in mezzo ai boschi, l’obbiettivo è recuperare le energie fisiche ma soprattutto mentali, cogliendo l’occasione per visitare un nuovo territorio.

Invece nelle nostre camminate urbane, spesso serali, l’obbiettivo primario sarà quello fisico di allenare il nostro corpo.

Il trekking nella natura bisogna rispettare il proprio passo, rimanendo il più possibile costanti. Nei nostri itinerari urbani è invece utile “rubare” qualche tecnica ai nostri amici runner e ciclisti, applicando l’interval training.

Si tratta di un metodo di allenamento che potenzia l’efficacia dell’allenamento aerobico, contribuendo a bruciare più grassi, ad accelerare il metabolismo e a migliorare la soglia del consumo di ossigeno.

In pratica il fulcro di questo esercizio è alternare parti di camminata a ritmo veloce, arrivando al vicini al nostro limite massimo, con parti di camminata più blande.

 

Le braccia sono importanti… anche per camminare

In montagna, in particolare in inverno su terreni scivolosi per la neve, probabilmente camminerete con l’ausilio dei bastoncini in città invece la situazione è diversa, il suolo più regolare ci permette certamente una camminata rilassata.

È  importante però lavorare anche con le braccia, coinvolgendole nel passo.

L’ideale sarebbe piegarle di circa 90° e farle oscillare avanti e indietro in alternanza col nostro passo, così da controbilanciare il movimento delle nostre gambe.

Sembrerà banale, ma questo tipo di movimento non solo aiuta ad allenare le braccia, ma migliora il nostro equilibrio e ci permette di aumentare la velocità di cammino.

La salita va cercata

Quando uscite di casa per fare un’oretta di cammino potrebbe venire naturale eliminare dall’itinerario le salite o le scale.

Questa è però la strategia sbagliata per chi vuole rendere la camminata un buon allenamento, variare l’intensità del passo, come abbiamo detto, è un buon modo per aumentare l’efficacia dell’allenamento.

Lo stesso risultato lo si può perseguire variando i dislivelli che si percorrono, quindi abituatevi a studiare dei percorsi che prevedano qualche strada in salita o qualche scalinata, vi aiuteranno ad allenarvi meglio, bruciando più calorie e, soprattutto, facendo lavorare molto di più tutta la muscolatura.

Monitorare i propri progressi

Abbiamo già parlato della necessità di tenere un passo piuttosto sostenuto per avere benefici alla muscolatura, magari ricorrendo all’interval training.

In ogni caso è sempre utile valutare la velocità con cui si percorrono gli itinerari programmati, per veder se di settimana in settimana ci sono dei miglioramenti.

Chi va a correre li conosce molto bene, ma possono essere utili anche ai “fitwalker” , stiamo parlando degli smart tracker, dispositivi che rientrano nel filone dei c.d. dispositivi indossabili e che stanno prendendo molto piede nel mondo del fitness, perché permettono di tenere sotto controllo tutti i nostri parametri fisici durante lo sport per valutare l’efficacia e gli effetti del nostro allenamento.

In un altro articolo avevamo presentato quelli più adatti al trekking, ma ci sono tanti modelli anche a prezzi piuttosto contenuti.

 

Non vestirsi troppo

L’abbigliamento è una componente importante, anche nelle nostre escursioni serali dopo il lavoro.

In questo caso l’abbigliamento non sarà lo stesso che utilizzeremo in un ambiente montano, non sarà infatti necessario vestirsi a cipolla, anche durante l’inverno è sempre bene non essere troppo pesanti, il ritmo del passo sarà sostenuto e le soste limitate.

Non corriamo quindi il rischio di prendere colpi di freddo durante la sosta e nemmeno di essere sorpresi da qualche improvviso cambiamento climatico, frequente invece in montagna.

Dovremo prestare attenzione in particolare a due strati dell’abbigliamento.

Prima di tutto a quello intimo o base layer, essenziale per non avere problemi nello smaltimento del calore e del sudore, per evitare di trovarci completamente bagnati e accaldati dopo poche decine di minuti.

In secondo luogo alla giacca impermeabile, specie in inverno, che ci proteggerà dal vento e da eventuali precipitazioni, è comunque consigliabile utilizzare un capo leggero anche in inverno per evitare di surriscaldarsi.

 

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