Anche la sensazione di sete può ridursi, facendo dimenticare di bere.
Sapere cosa mangiare durante un trekking aiuta quindi a mantenere le energie durante le ore di cammino.
La vera escursione comincia a tavola. Una colazione a base di carboidrati, come fiocchi d’avena, pane o fette biscottate, insieme a una quota di proteine come yogurt, uova o frutta secca, può fornire energia per le prime ore di cammino.
Meglio evitare pasti molto abbondanti o particolarmente grassi se sai che possono appesantire la digestione prima della partenza. Anche lo zaino va pensato con lo stesso criterio.
Oltre ai classici panini, puoi portare con te barrette energetiche, frutta secca, frutta disidratata o, nelle escursioni più lunghe e impegnative, prodotti a base di carboidrati facili da consumare durante il cammino.
Per quanto riguarda le bevande con elettroliti, possono essere utili soprattutto nelle uscite lunghe o quando la sudorazione è importante.
In questo caso vale la pena leggere l’etichetta e scegliere prodotti con una composizione adatta alle proprie esigenze, come quelli di Nutripure Italia, formulati da farmacisti.
In escursione è meglio non aspettare di essere completamente affamati prima di mangiare.
Per le uscite più lunghe, piccoli spuntini distribuiti durante il percorso possono aiutare a mantenere un apporto regolare di energia.
Non esiste però un intervallo obbligatorio: la frequenza dipende dalla durata, dall’intensità dell’escursione e da quanto hai mangiato prima di partire. Ecco alcune opzioni pratiche da mettere nello zaino:
In autunno l’idratazione resta importante anche quando non fa caldo.
Con il freddo la sensazione di sete può essere meno marcata, mentre si continua comunque a perdere acqua attraverso la respirazione e il sudore.
Bere regolarmente durante il cammino, adattando la quantità alla durata dell’escursione, alla temperatura e alla propria sudorazione, aiuta a evitare di arrivare alla fine della giornata già disidratati.
Una volta tornato all’auto o al rifugio, il tuo corpo ha bisogno di recuperare.
Un pasto che combini carboidrati e proteine nelle ore successive al trekking contribuisce a ricostituire le scorte di glicogeno muscolare e a fornire aminoacidi utili al recupero muscolare.
Una zuppa di legumi, un piatto di pasta con verdure o un panino con formaggio sono scelte semplici e adatte a un pasto di recupero.
Camminare in autunno regala emozioni uniche, ma richiede un po’ di attenzione all’alimentazione e all’idratazione.
Una colazione adeguata, qualche spuntino durante le uscite più lunghe, una buona idratazione e un pasto completo dopo l’escursione aiutano a sostenere lo sforzo e il recupero.
Prepara lo zaino in base alla durata e all’intensità del percorso, e potrai goderti il cammino senza arrivare a metà strada senza energie.
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