Autunno, 5 itinerari spettacolari al centro e sud tra mare e foreste

Dalla Val d’Orcia alle Egadi, passando per Appennino, Costa dei Trabocchi e Sardegna: 5 itinerari per vivere l’autunno tra borghi, foreste e Mediterraneo vivendo tradizioni e natura

20 ottobre 2026 - 10:14

Autunno nel Centro-Sud e nelle isole: 5 itinerari tra borghi, boschi e mare

L’autunno non si ammira soltanto in montagna.

Scendendo lungo la penisola la stagione assume forme diverse, ma altrettanto spettacolari.

Ecco cinque itinerari per godersi l’autunno tra foreste antiche, colline e passeggiate vista mare.

1 – Toscana: Contignano e il paesaggio della Val d’Orcia

Contignano è un piccolo borgo fortificato della Val d’Orcia, non lontano da Bagno Vignoni, Bagno San Filippo e San Casciano dei Bagni.

Il nucleo storico conserva ancora la Torre del Fortilizio, parte dell’antico sistema difensivo, insieme a vicoli, edifici storici e alla chiesa seicentesca di Santa Maria Assunta.

Per raggiungerlo a piedi si parte dalla località La Gallina. Dopo un primo tratto lungo la Via Cassia si supera il torrente Vellora e si imbocca una sterrata che attraversa le colline fino al Podere Rimbecca.

Il percorso guada poi il torrente Formione e continua lungo una strada di campagna che supera l’area di Castelvecchio.

Salendo si raggiunge un colle dal quale si apre la vista sulla Val d’Orcia e quindi il borgo di Contignano, attraversato in passato anche da un ramo della Via Francigena.

Una volta entrati nel centro storico vale la pena percorrere senza fretta le due vie principali e i vicoli che conducono alla piazza con il pozzo, al palazzo quattrocentesco e alla torre del cassero.

Il territorio racconta anche la tradizione gastronomica della valle: a Contignano viene prodotto il Cacio di Pienza, uno dei prodotti legati alla pastorizia e ai pascoli della zona.

Un itinerario che unisce quindi il cammino nella campagna toscana alla scoperta di un borgo medievale e della sua storia.

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2 – Abruzzo: la Costa dei Trabocchi in bicicletta da Torino di Sangro a Vasto

Qui si cambia mezzo: la Costa dei Trabocchi si presta a essere esplorata in bicicletta seguendo un itinerario che collega natura, storia e litorale adriatico.

Il percorso parte dalla zona di Torino di Sangro e raggiunge innanzitutto la Riserva Naturale Regionale Lecceta Litoranea, un’area di 175 ettari tra il fiume Sangro e il mare.

Il bosco è formato da lecci, ornielli, roverelle e vegetazione mediterranea, mentre lungo il tratto finale del fiume compare la vegetazione tipica degli ambienti ripariali.

Proseguendo verso sud si raggiunge il litorale delle Morge, dove compare uno dei trabocchi che caratterizzano questo tratto di costa.

Queste strutture in legno, nate per la pesca, accompagnano buona parte del viaggio.

L’itinerario continua verso Santo Stefano, dove si trovano i resti del monastero benedettino di Rivum Maris, e quindi verso Marina di Casalbordino.

Un tratto dell’ex ferrovia conduce poi verso la Riserva Naturale di Punta Aderci. La strada bianca sale fino al promontorio e permette di attraversare uno degli ambienti naturali più interessanti del percorso.

La tappa successiva è la spiaggia di Punta Penna, con le dune e la vegetazione mediterranea. Poco più avanti compare anche il faro di Vasto, che raggiunge i 70 metri di altezza.

Un viaggio su due ruote nel quale il mare rimane il filo conduttore tra riserve, spiagge, testimonianze storiche e trabocchi.

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3 – Lazio d’autunno: tra le faggete dei Monti Simbruini fino a Colle Campitellino

Nel Parco dei Monti Simbruini l’autunno entra nel cuore dell’Appennino laziale.

L’itinerario è un anello con partenza dai Fondi di Jenne, una grande area carsica circondata dalle montagne del parco.

Seguendo il percorso in senso antiorario si entra subito nella faggeta. Dopo una successione di saliscendi si raggiunge una strada bianca e si passa nei pressi del Pozzo della Neve, una cavità naturale utilizzata in passato per conservare la neve.

Il cammino prosegue attraverso una valletta e passa accanto al Pozzo della Creta Rossa, prima di attraversare la strada provinciale Jenne-Livata.

Da questo punto la salita diventa graduale. Il bosco comincia ad alternarsi ai pascoli fino a raggiungere il crinale erboso di Colle Campitellino.

Da qui lo sguardo si apre sulle montagne del Parco, sull’altopiano di Faito e sull’abitato di Vallepietra.

Il ritorno segue un percorso diverso. Si scendono i pendii del colle e si attraversano i prati dei Campitelli, quindi si rientra nella faggeta e si sale sulla cresta del Colle della Colubretta.

Da questa dorsale si osserva la piana carsica dei Fondi di Jenne prima di imboccare la sterrata che riporta al punto di partenza.

È un itinerario nel quale bosco, pascoli e forme carsiche accompagnano l’escursionista per tutta la giornata.

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4 – Sardegna: Capo Mannu, trekking tra mare, torri e terre della Vernaccia

Capo Mannu si trova nelle terre dell’Oristanese legate alla Vernaccia di Oristano, il primo vino della Sardegna ad aver ottenuto la denominazione DOC.

Il vitigno è coltivato soprattutto nella bassa valle del Tirso e il suo legame con questo territorio accompagna un itinerario che permette di unire paesaggio costiero e tradizione agricola.

Il trekking segue il promontorio di Capo Mannu. Dalla parte meridionale delle scogliere si procede verso nord mentre il sentiero guadagna progressivamente quota e la visuale sul mare diventa sempre più ampia.

La conformazione della costa è legata alla presenza di una duna fossile modellata nel tempo dal vento e dall’acqua.

Lungo il cammino si raggiunge Torre Sa Mora, una delle torri costiere presenti in questa zona della Sardegna, e poco dopo il faro.

Proseguendo si arriva alla Torre di Capo Mannu, collocata nella parte più elevata del promontorio. Da qui il panorama comprende anche l’isolotto davanti alla spiaggia di Sa Mesa Longa.

La parte successiva dell’itinerario scende tra macchia mediterranea e terreni coltivati.

Si può seguire la pista sterrata oppure i piccoli sentieri che attraversano la vegetazione fino alla spiaggia, prima di chiudere il percorso tornando verso il punto di partenza.

Mare, paesaggio rurale e storia delle torri costiere si incontrano così lungo un unico trekking.

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5 – Sicilia d’autunno: Marettimo, camminare tra montagne, storia e Mediterraneo

Marettimo è la più montuosa e verde delle Egadi e offre una rete di sentieri che parte direttamente dal piccolo centro abitato.

Il paesaggio è dominato dalla macchia mediterranea, con lentisco, erica, rosmarino, timo ed euforbia, mentre le montagne calcaree si alzano rapidamente dalla costa.

Sull’isola sono presenti anche importanti testimonianze storiche, dalle Case Romane al Castello di Punta Troia.

Uno degli itinerari conduce proprio al Castello di Punta Troia. Il sentiero costiero misura circa 4,5 chilometri e attraversa macchia mediterranea, calette e falesie.

Durante la salita si raggiunge la sorgente di Punta Troia e quindi il punto più alto del percorso, prima di scendere allo Scalo Maestro e affrontare l’ultimo tratto verso il castello.

Il tempo indicativo di percorrenza è di circa due ore e la difficoltà è classificata E.

Un’altra possibilità è salire verso Monte Falcone, la cima più alta dell’isola.

Il percorso passa dalle Case Romane, complesso risalente al I secolo a.C., accanto al quale si trova anche una piccola chiesa di origine medievale.

Da qui continua verso Punta Campana e la sella tra Pizzo del Capraro e Monte Falcone, prima della salita finale.

Dalla cima il panorama si apre sul mare e sull’arcipelago delle Egadi. Per questo secondo itinerario sono indicate circa due ore e mezza di cammino.

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