Lake of Como, Italy: View of the villages along the west coast of the lake. Sala Comacina the small gulf with the harbor and the island. Seagulls fly between the shore and lake
Il lago di Como non è solo uno dei paesaggi più fotografati d’Italia. È anche un territorio con una tradizione gastronomica solida, radicata nella cultura lacustre e montana che lo circonda.
Lungo le sue sponde sopravvivono borghi che hanno saputo conservare l’identità originaria — architettura, ritmi di vita, e soprattutto cucina — nonostante la pressione turistica degli ultimi decenni.
Ecco cinque destinazioni dove vale la pena fermarsi a tavola, non solo a scattare foto.
Sala Comacina è un piccolo comune sulla sponda occidentale del lago, di fronte all’Isola Comacina — l’unica isola del lago di Como.
Il borgo è tranquillo, poco frequentato dal turismo di massa, e proprio per questo conserva un’atmosfera più raccolta rispetto alle mete più celebrate del Lario.
La posizione è il suo punto di forza principale. Avere di fronte l’isola — inabitata, carica di storia medievale e raggiungibile in barca — conferisce al borgo una particolarità che pochi altri centri del lago possono vantare.
Ph: Gettyimages/Fotofantastika
L’Isola Comacina fu l’unico insediamento longobardo del lago e conserva i resti di antiche chiese; visitarla è un’esperienza a sé, che si abbina naturalmente a una sosta a Sala.
Dal punto di vista gastronomico, la cucina segue la tradizione lacustre occidentale: pesce di lago cucinato in modo semplice, risotti, piatti a base di polenta.
La zona è anche produttrice di olio d’oliva, grazie al microclima favorevole che caratterizza questa parte del lago — un dettaglio che si ritrova nei condimenti e nelle preparazioni locali.
Sala Comacina è raggiungibile in battello da Lenno e da Bellagio, ed è uno degli snodi naturali per chi percorre la Greenway a piedi.
_ Cosa vedere a Sala Comacina
Brienno è probabilmente il borgo meno conosciuto di questa selezione, e forse proprio per questo il più interessante da visitare.
Si trova sul ramo comasco del lago, incastrato tra la montagna e l’acqua, con le case costruite direttamente sulla roccia e i vicoli che scorrono parallelamente alla riva.
Non c’è un porto vero e proprio, non c’è una piazza centrale: Brienno è un insieme di case, scale e passaggi stretti che si infilano tra i muri.
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La proposta gastronomica è limitata — ci sono pochissimi locali — ma proprio questa scarsità la rende più autentica.
Chi cucina qui lavora con i prodotti del territorio senza particolari ambizioni, e questo si sente. Il pesce di lago, i formaggi della valle, la polenta: sono ingredienti che compaiono nel piatto senza elaborazioni eccessive.
Brienno è indicato per chi preferisce un’esperienza più silenziosa e meno mediata dal turismo, magari abbinata a una passeggiata lungo la riva o verso i sentieri che salgono sopra il paese.
_ Il sito VisitBrienno.it
Lenno si trova sul ramo occidentale del lago, nella zona del cosiddetto “triangolo lariano”. È un borgo di medie dimensioni, con un centro storico compatto e un lungologo tranquillo.
È conosciuto soprattutto per la vicinanza alla Villa del Balbianello — una delle ville più fotografate del lago, con il suo giardino terrazzato che scende sull’acqua — ma merita attenzione anche per ragioni gastronomiche proprie.
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Lenno è il punto di partenza della Greenway del Lago di Como, un percorso pedonale di circa dieci chilometri che collega il borgo a Colonno passando per Ossuccio, Sala Comacina e altri piccoli centri.
Lungo il percorso, e nel borgo stesso, si trovano mercatini stagionali con prodotti locali: miele, formaggi di malga, salumi della Valchiavenna e conserve di pesce.
I ristoranti di Lenno propongono una cucina sostanzialmente lariana, con il pesce di lago come filo conduttore. Il paese è anche un nodo di battelli importante, il che lo rende comodo come base per esplorare il centro lago in più direzioni.
_ Scopri di più su Lenno
Varenna si trova sulla sponda orientale del lago, in provincia di Lecco, ed è uno dei borghi meglio conservati dell’intero Lario.
Le case color ocra si affacciano direttamente sull’acqua, i vicoli salgono stretti tra i muri, e il porto è ancora quello di sempre.
Nonostante l’afflusso turistico sia cresciuto molto negli ultimi anni — complice la facilità di arrivo in treno da Milano — il centro ha mantenuto una scala umana.
Dal punto di vista gastronomico, Varenna è il posto giusto per avvicinarsi alla cucina del pesce di lago nella sua forma più classica.
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Il lavarello è il protagonista assoluto: viene servito alla griglia, in carpione (marinato con aceto, cipolla e alloro, una tecnica di conservazione antichissima), o fritto.
I missoltini — agoni essiccati, salati e pressati, poi cotti sulla brace — sono un’altra specialità da cercare, spesso accompagnati da polenta.
Alcuni ristoranti li propongono ancora secondo la ricetta tradizionale, senza concessioni alla moda. Da abbinare a un vino bianco della Valtellina, che dista pochi chilometri.
_ Varenna sul sito dell’Ente turismo
Bellagio occupa la punta del promontorio che divide il lago nei due rami principali, verso Como e verso Lecco.
La posizione è unica e lo skyline del borgo — con le ville affacciate sul triangolo d’acqua — è tra le immagini più celebri del nord Italia.
È anche il borgo più frequentato di questa lista, e bisogna tenerne conto: d’estate la folla può essere intensa, soprattutto nel fine settimana.
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Detto questo, la proposta gastronomica è tra le più ricche della zona. L’offerta di pesce lacustre è ampia e di qualità: il risotto al pesce persico è uno dei piatti più richiesti, preparato con il burro e lo zafferano secondo la tradizione lombarda.
Il lavarello e la tinca compaiono regolarmente nei menu. Vale la pena cercare i ristoranti che si distanziano dal percorso turistico principale — spesso bastano pochi metri per trovare locali con cucina più autentica e prezzi più ragionevoli.
Bellagio è anche un buon punto di partenza per raggiungere gli altri borghi in battello, con collegamenti frequenti verso Varenna, Menaggio e Lenno.
_ Il sito ufficiale di Bellagio
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