25 aprile in cammino: 9 meravigliosi itinerari per scoprire l’Italia

La festività del 25 aprile diventa l'occasione per un viaggio lento nella natura. Scopriamo 9 suggestivi itinerari, da nord a sud, per scoprire paesaggi, borghi e cammini che uniscono cultura e bellezza autentica

21 aprile 2026 - 12:46

Il ponte del 25 aprile apre le porte alla primavera e invita a indossare scarponi e zaino per andare alla scoperta dell’Italia outdoor.

Da nord a sud, il territorio offre paesaggi e colori diversi, sentieri che seguono torrenti e creste di montagna, borghi antichi e scorci di natura incontaminata.

In questo articolo ti presentiamo nove itinerari ideali da percorrere in questi giorni di festa per vivere la Festa della Liberazione a passo lento, tra vigneti terrazzati, laghi d’alta quota, antiche ferrovie e cammini che attraversano la mitologia.

1. Lombardia: la Via dei Terrazzamenti in Valtellina

La Valtellina parla il linguaggio dell’escursionismo: borghi affascinanti, parchi e riserve naturali, sentieri dolci lungo i torrenti e tracciati che salgono veloci verso le cime.

Tra le proposte più suggestive per il ponte del 25 aprile spicca la Via dei Terrazzamenti.

Il percorso si sviluppa sul versante più solivo della Valtellina, quello delle Alpi Retiche, a una quota compresa fra i 300 e i 700 metri.

Collega Morbegno a Tirano e racconta la storia del lavoro dell’uomo, capace di rendere coltivabili le pendici di queste montagne.

Non a caso, qui si parla di “viticoltura eroica”: lungo il cammino si attraversano 70 chilometri di vigneti terrazzati, da cui nascono i pregiati vini valtellinesi. Dall’alto, numerose aree di sosta offrono scorci panoramici particolarmente suggestivi.

Oltre ai terrazzamenti, la zona custodisce un immenso patrimonio culturale, fatto di chiese, siti preistorici, cantine rurali, agriturismi e antichi borghi.

_ Scopri il percorso completo della via dei Terrazzamenti

 

2. Piemonte: il lago di Roburent nel cuore della Valle Stura

Dalla Lombardia ci si sposta in provincia di Cuneo, nel cuore della Valle Stura. Qui si sviluppa un’escursione che porta a 2428 metri di quota, fino al lago superiore di Roburent.

Questo bacino non ha bisogno di molte presentazioni.

È uno dei simboli della Valle Stura, sia per la caratteristica forma a ferro di cavallo, sia per la posizione straordinaria: una conca sospesa tra verdissime praterie, ai piedi dell’immenso ammasso roccioso del monte Oronaye.

Ad attendere gli escursionisti c’è una spettacolare balconata affacciata sulle Alpi Marittime. Il percorso si snoda per 15 chilometri e non presenta grandi difficoltà, se non per il dislivello.

Ci si trova in prossimità del confine francese e i toponimi possono variare tra le due nazioni, quindi è bene prestare attenzione alla cartellonistica: pur essendo molto frequentato, l’itinerario presenta segnalazioni non sempre precise e diverse varianti che possono creare qualche incertezza.

_ Scopri i dettagli del percorso

3. Emilia: la salita alla Pietra di Bismantova

Nel cuore dell’Appennino reggiano si trova un monumento naturale davvero unico: la Pietra di Bismantova, simbolo sacrale frequentato dall’uomo fin dalla preistoria.

Dante la citò nella Divina Commedia e in passato servì come difesa naturale a popoli e fazioni diverse.

Inserita nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, da decenni è meta prediletta di alpinisti e arrampicatori sportivi. Ma si può raggiungere anche a piedi, con un trekking accessibile.

L’itinerario ad anello si sviluppa per circa 5 chilometri, con una durata complessiva di circa due ore. Il punto di partenza è Piazzale Dante, nella località di Castelnovo Ne’ Monti.

_ Scopri l’itinerario per salire sulla Pietra di Bismantova

 

4. Lazio: il parco nazionale del Circeo tra mito e natura

Nel centro della Penisola si apre il Parco Nazionale del Circeo, incastonato nella Pianura Pontina.

Dovunque ci si trovi, lo sguardo finisce per imbattersi nel Promontorio del Circeo, rilievo calcareo alto 541 metri che è l’icona stessa del Parco.

Il suo profilo ha stimolato da sempre la fantasia umana, diventando nel corso dei secoli dimora di dei, maghe ed eroi.

Secondo la tradizione, Ulisse entrò con la sua nave nell’odierna Cala dei Pescatori sul lago di Paola, per poi cadere vittima dell’ammaliante Maga Circe, il cui profilo sarebbe ancora oggi riconoscibile nella sagoma della montagna.

All’interno del Parco si snodano numerosi percorsi.

Tra questi, quello che conduce al Picco di Circe partendo da Torre Paola: un’ora e mezza di cammino, lunghezza contenuta, ma sufficiente a raggiungere il punto più alto del Promontorio, a 541 metri sul livello del mare.

_ Scopri gli itinerari trekking nel Parco del Circeo

 

5. Umbria: la passeggiata lungo l’antica ferrovia Spoleto-Norcia

Nel cuore verde dell’Umbria, il tracciato di una vecchia ferrovia è stato riconvertito in uno splendido percorso ciclo-pedonale, in provincia di Perugia, a partire da Spoleto.

La ferrovia, inaugurata nel 1926, è considerata un vero capolavoro di ingegneria, con le sue 19 gallerie e 24 tra ponti e viadotti.

Chiusa nel 1968, è rimasta a lungo in disuso fino al 2014, quando è stato inaugurato un percorso ciclopedonale che attraversa borghi e paesaggi dell’Appennino umbro fino a Norcia.

Il tracciato è lungo 51 chilometri e per la sua realizzazione furono scavate 19 gallerie, fra cui la Caprareccia, che raggiunge i 2 chilometri di lunghezza.

Lungo il percorso si aprono vedute spettacolari, come quella che si può scorgere dal viadotto del Cortaccione, alto oltre 60 metri.

Dopo il viadotto, il cammino prosegue tra i boschi fino al valico della Caprareccia. L’incipit è fissato presso l’ex stazione di Spoleto e arriva fino a Norcia, con pendenze sempre minime.

Lungo il tragitto si incontrano diverse località e borghi: Santa Anatolia di Narco, nella Valdinarco, Castel San Felice e Vallo di Nera con il suo incantevole castello.

_ Scopri trekking e cammini in Umbria

 

6. Campania: il Sentiero degli Dei tra Costiera Amalfitana e Sorrentina

Uno degli itinerari più celebri al mondo si trova in Campania, lungo la pittoresca Costiera Amalfitana e quella Sorrentina: è il Sentiero degli Dei, un percorso escursionistico che va da Bomerano, frazione di Agerola, fino a Nocelle, frazione di Positano.

Questo tracciato racconta millenni di storia ed è ancora vivo, tra miti e leggende, nell’animo di chi abita questi luoghi.

Il cammino attraversa filari di una varietà particolare di uva, la “Pede ‘e Palomma” (“piede di colomba”), tipica della zona, riconoscibile dalla forma del tralcio e dal colore roseo che caratterizza la vite.

Questa uva fu importata dai Greci provenienti dalla penisola Calcidica durante l’invasione Dorica sulle coste elleniche, assieme ad altre note specie di viti.

Le prime colture furono introdotte a Ischia e, poiché Positano era una ex colonia greca, il tralcio venne probabilmente piantato in collina, contribuendo a definire il gusto speciale e la sostanza che caratterizzano questo vitigno.

L’itinerario si snoda per circa 7,8 chilometri, percorribili in circa 4 ore di cammino. Si può affrontare in due modi.

Il “sentiero alto” da Bomerano fino a Santa Maria Del Castello è la scelta più impegnativa, perché si sale e si prosegue sempre in altezza.

Il “sentiero basso” parte invece da Nocelle e per lunghi tratti si sviluppa in discesa, risultando la variante più semplice e turistica.

_ Scopri tutti i dettagli sul Sentiero degli Dei

 

7. Toscana: la Via del Volto Santo tra Lunigiana e Garfagnana

Chiamata anche Via Francigena di montagna, la Via del Volto Santo parte da Pontremoli.

In passato costituiva una variante della Via Francigena e accompagna il viaggiatore attraverso borghi bizantini e longobardi, testimoni di civiltà poco conosciute.

Prima della partenza è doveroso un saluto alle Statue Stele, misteriosi manufatti in pietra che raffigurano gli antichi abitanti della Lunigiana, e una visita al labirinto di San Pietro, simbolo dei cammini e della volontà di intraprendere un percorso fisico e interiore.

Il tracciato in Lunigiana attraversa Ceretoli, con il celebre labirinto da poco ritrovato, la chiesa di San Giovanni Battista a Filattiera dove si trova il Volto Santo di Dobbiana, e poi Bagnone, Castiglione del Terziere, Monti e Pontebosio, borghi protetti da antichi castelli.

Si raggiunge Fivizzano, la “Firenze di Lunigiana”, con la piazza centenaria, il Museo della Stampa e il castello della Verrucola, roccaforte di Spinetta Malaspina. Prima di salutare la Lunigiana si attraversano Turlago, Reusa e Regnano.

L’ingresso in Garfagnana è segnato dal passo Tea e dall’Hospitale di San Nicolao. Il cammino tocca Piazza al Serchio, la Fortezza delle Verrucole, San Romano, il lago di Pontecosi e Castelnuovo di Garfagnana con la Rocca Ariostesca.

Si prosegue per Barga, “bandiera arancione” del Touring Club Italiano, Pieve di Loppia, Ghivizzano e Borgo a Mozzano, celebre per il ponte della Maddalena, detto anche ponte del Diavolo.

L’ultima tappa costeggia il Serchio fino a Lucca, dove il Volto Santo attende il viandante.

_ Scopri il percorso completo della Via del Volto Santo

 

8. Lazio e Abruzzo: il Cammino dei Briganti tra Marsica e Cicolano

Il Cammino dei Briganti è un anello di 100 chilometri a cavallo del confine tra Lazio e Abruzzo, che a metà Ottocento segnava il limite tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie.

Si articola in sette tappe, percorribili a piedi o in bicicletta, e attraversa la Marsica abruzzese e il Cicolano laziale, toccando quote comprese fra gli 800 e i 1300 metri, con dislivelli contenuti e adatti anche a chi è meno allenato.

Il nome del cammino affonda le radici nel 1860, quando il Regno di Sardegna attaccò lo Stato Pontificio per conquistare prima quel territorio e poi il Regno delle Due Sicilie.

L’occupazione sabauda non fu dolce: aumentarono le tasse e reclutarono soldati tra i contadini. Alcuni non si piegarono e scelsero di vivere nei boschi come briganti, sopravvivendo con i frutti delle imboscate alle truppe del regno, visti quasi come partigiani.

Gli anziani raccontano ancora di Berardino Viola e della sua Banda Cartorè, in fuga dalle condanne dei tribunali sabaudi.

Il percorso parte e arriva a Sante Marie, antico paese entrato nei Borghi Autentici d’Italia, immerso nei boschi di castagni che nascondono grotte suggestive.

Tutti i borghi incontrati sono di origine medievale: in ciascuno si possono gustare piatti della tradizione e pernottare in piccole strutture a conduzione familiare.

Il tracciato si mantiene in un’area appenninica molto verde e boscosa, lontana dai vicini parco del Sirente Velino e parco nazionale d’Abruzzo, che non vengono mai incrociati.

Un territorio poco abitato e ancora incontaminato, che permette di vivere un’esperienza immersiva paragonabile al “bagno nella foresta” giapponese.

_ Scopri il tracciato del Cammino dei Briganti

 

9. Piemonte: il Cammino di Oropa tra risaie e Alpi Biellesi

Il Cammino di Oropa è suddiviso in quattro tappe, tre per i camminatori con più gamba e fiato.

Parte da Santhià e arriva al Santuario di Oropa, a pochi chilometri da Biella, attraversando aree paesaggistiche e naturalistiche molto diverse del territorio piemontese.

Si comincia dalla pianura dominata dai campi agricoli e dalle risaie, per prendere gradualmente quota fino alle Alpi Biellesi, verdi e rigogliose.

Lungo il cammino si attraversano fitti boschi di faggi e castagni che d’autunno si trasformano in tavolozze di colori: fra settembre e novembre è un luogo ideale per osservare il foliage.

Una caratteristica distintiva è la facilità di accesso con i mezzi pubblici: il treno raggiunge Santhià, da cui parte la prima tappa, mentre il Santuario di Oropa è collegato a Biella da un ottimo servizio di autobus.

Le quote restano sempre contenute, dai 300 metri della pianura fino a un massimo di 1100 metri, e anche d’inverno si cammina senza rischiare problemi con la neve.

Le tappe sono brevi e non particolarmente difficili, ma nei periodi di piogge intense è importante indossare scarpe alte e impermeabili, accompagnate da ghette di qualità.

Lungo tutto il percorso si trovano i segnavia gialli e neri installati dall’associazione Movimento Lento, con cromatismi pensati per facilitare le persone ipovedenti.

L’intero cammino è vocato all’accessibilità, senza tratti stretti o esposti, su terreni compatti e privi di barriere architettoniche.

_ Scopri il tracciato del Cammino di Oropa

 

_ Scopri altre idee di viaggio in Italia

 

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