Piemonte, Val d’Ossola: camminata panoramica al Lago di Devero

Acque color smeraldo, il silenzio di foreste millenarie e le montagne spettacolari: il Giro del Lago di Devero è uno dei più bei trekking della Val d'Ossola, tra natura e panorami unici

6 luglio 2026 - 11:09

Trekking al Lago di Devero, natura meravigliosa in Val d’Ossola

Il giro del Lago di Devero è uno degli itinerari più frequentati del Parco Naturale Veglia Devero, in Val d’Ossola.

Si cammina sopra l’Alpe Devero, nel territorio di Baceno, tra larici, pascoli, baite in pietra, torrenti e montagne che chiudono la testata della valle.

Il lago, chiamato anche Codelago, si trova a circa 1856 metri di quota ed è uno dei luoghi più rappresentativi di questo settore delle Alpi Lepontine.

L’aspetto attuale dello specchio d’acqua è legato alla diga di Codelago, costruita nei primi decenni del Novecento per lo sfruttamento idroelettrico.

Lo sbarramento innalzò il livello di un lago naturale preesistente, creando il bacino che oggi si estende tra boschi di larici, pendii detritici e valloni laterali.

Il risultato è un paesaggio alpino molto vario, dove l’acqua del lago, le praterie d’alta quota e gli alpeggi sono sempre vicini al sentiero.

Il percorso descritto è il giro completo del Lago di Devero, con partenza e rientro dall’Alpe Devero, località Ai Ponti.

La lunghezza è di 12,2 chilometri, 387 metri di dislivello in salita e in discesa, tempo medio di 3 ore e 50 minuti, difficoltà E e periodo consigliato da metà giugno a ottobre.

Nella stessa zona esistono anche passeggiate più brevi, come l’anello Alpe Devero-Crampiolo, ma non coincidono con il periplo completo di Codelago.

Dall’Alpe Devero a Crampiolo

La partenza è dall’Alpe Devero, nella zona dei parcheggi di Ai Ponti.

Da qui si raggiunge la piana e si segue la strada selciata che sale verso le prime baite e l’oratorio.

Sotto il piazzale i percorsi si dividono: una diramazione porta verso i piani di Buscagna, mentre quella per il giro del lago attraversa il ponte e prosegue nel pianoro del Devero.

Il primo tratto conduce verso Canton e poi sale a Crampiolo, piccolo nucleo alpino con case in pietra e legno, punti di ristoro e l’oratorio di Sant’Antonio Abate.

È uno dei luoghi più noti dell’Alpe Devero e rappresenta una tappa naturale prima di proseguire verso il lago.

Chi ha tempo può aggiungere una breve deviazione al Lago delle Streghe, piccolo specchio d’acqua limpida poco distante dal paese, prima di tornare sul tracciato principale.

Da Crampiolo si continua verso il ponticello che immette sul sentiero per la diga. La salita è breve ma più decisa rispetto al tratto iniziale.

In pochi minuti si raggiunge il muraglione di Codelago, da cui lo sguardo si apre sul bacino e sulle montagne che lo circondano.

Da qui comincia il vero giro del Lago di Devero.

Lungo la sponda verso l’Alpe Codelago

Superata la diga, il percorso costeggia il lago lungo la prima sponda e procede in direzione dell’Alpe Codelago.

Il sentiero attraversa tratti di lariceto rado, piccoli corsi d’acqua e zone in cui la riva si avvicina al cammino.

La vista cambia spesso: in alcuni punti il lago appare vicino, in altri resta più basso, incassato tra pendii erbosi e versanti rocciosi.

L’Alpe Codelago si trova allo sbocco della Valdeserta ed è uno dei punti più belli del giro.

Qui la valle si apre, il lago assume una forma più allungata e il paesaggio diventa più alpino.

Il percorso prosegue nel bosco di larici e raggiunge il bivio per Pianboglio, che si lascia sulla sinistra se si vuole completare l’anello classico senza aggiungere ulteriore dislivello.

Questa parte del tracciato richiede passo sicuro.

La scheda del CAI Est Monterosa segnala che il giro non presenta particolari difficoltà, ma ricorda di prestare attenzione nel tratto dall’Alpe Codelago alla fine del lago.

È una precisazione importante: il fondo resta escursionistico, ma ci sono passaggi più stretti e punti in cui conviene procedere con calma, soprattutto con terreno bagnato.

Il rientro sulla sponda opposta 

Arrivati nella parte alta del bacino, il sentiero raggiunge la zona del bivio per l’Alpe Forno. Si supera il torrente su un ponte e si comincia a rientrare lungo la sponda opposta.

Questo tratto permette di osservare il lago da una prospettiva diversa rispetto all’andata, con il profilo della diga ormai lontano e le montagne che chiudono la valle alle spalle.

Il percorso continua tra piccoli saliscendi, ponticelli e tratti di sentiero che seguono il bordo del lago.

Si lascia sulla sinistra la deviazione per l’Alpe della Valle e si prosegue fino al bivio per la diga. Da qui il tracciato comincia a scendere verso Crampiolo, alternando sterrata, sentiero e tratti tra prati e larici.

In estate il giro è molto frequentato, soprattutto nei fine settimana, ma resta una camminata di montagna e va affrontata con l’attrezzatura giusta.

Servono scarponcini, acqua, giacca antivento e abbigliamento adatto ai cambi di tempo.

In quota le condizioni possono variare rapidamente anche nelle giornate serene, e il periodo migliore resta quello compreso tra metà giugno e ottobre.

Da Crampiolo al rientro all’Alpe Devero

Il ritorno a Crampiolo consente una sosta prima dell’ultimo tratto.

Nei dintorni del borgo si trovano punti di ristoro e strutture legate alla tradizione dell’alpeggio.

Questa zona conserva ancora un rapporto molto stretto con la vita pastorale: baite, prati da sfalcio, pascoli e vecchi percorsi di collegamento compongono una parte importante del paesaggio.

Da Crampiolo si può rientrare all’Alpe Devero seguendo la strada sterrata oppure il tratto più caratteristico di Corte d’Ardui, che passa tra bosco, ruscelli e vecchie baite.

L’arrivo nella piana chiude un anello completo e molto vario, diverso dalla semplice passeggiata fino a Crampiolo o al Lago delle Streghe.

Il Giro del Lago di Devero è adatto a chi cerca un’escursione alpina di media difficoltà, lunga il giusto per occupare una giornata ma senza dislivelli eccessivi.

Informazioni utili

Il sito ufficiale del Parco Veglia – Devero

 

 

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