Alto Adige, estate 2026 con nuove regole contro l’overtourism

Braies, Prato Piazza, Tre Cime e Val Fiscalina: dal potenziamento dei bus alle prenotazioni obbligatorie, la Provincia di Bolzano ridisegna gli accessi. In arrivo anche quindici ranger per educare i visitatori al rispetto della montagna.

6 luglio 2026 - 17:08

Trovare un equilibrio tra accoglienza turistica e tutela del territorio è diventata una delle sfide più complesse per l’Alto Adige, soprattutto nei mesi caldi, quando la pressione sulle valli rischia di superare il livello di guardia.

Per la stagione estiva 2026 la Provincia autonoma di Bolzano e Idm Alto Adige hanno messo a punto un piano coordinato di gestione dei flussi per contrastare gli effetti dell’overtourism e alleggerire la pressione del traffico motorizzato nei punti più sensibili e frequentati.

L’intervento si inserisce in un quadro di grande affluenza.

Le prime stime stagionali indicano che il Trentino-Alto Adige si appresta a essere la meta preferita per moltissimi visitatori stranieri, oltre a conquistare il primo posto tra le preferenze degli italiani che quest’anno hanno scelto di non andare all’estero.

Di fronte a questo scenario, l’impianto delle nuove misure estende nel tempo alcune limitazioni già sperimentate con successo in passato, con una strategia che mira a ridurre le auto private in circolazione a favore di una mobilità collettiva e pianificata.

La posizione della provincia di Bolzano

Come spiega l’assessore provinciale al Turismo Luis Walcher, gli interventi di regolamentazione rappresentano un contributo concreto per gestire la viabilità in modo mirato e proteggere i residenti dall’assedio dei mezzi privati, portando avanti le soluzioni che si sono dimostrate efficaci e integrandole dove serve un intervento supplementare.

Sulla stessa linea l’analisi dell’assessore alla mobilità Daniel Alfreider, che rimarca come le Dolomiti debbano rimanere un luogo da vivere attraverso regole chiare, valide alternative al mezzo privato e una responsabilità condivisa, ricordando che ogni singolo autobus in servizio contribuisce a decongestionare le valli e a tutelare la natura circostante.

Per agevolare questa transizione, l’amministrazione punta molto anche sul sistema del Guest Pass Alto Adige, uno strumento pensato per spingere i visitatori a dimenticarsi dell’auto una volta arrivati in struttura.

Braies e Prato Piazza, accessi contingentati

La mappa delle restrizioni tocca tre aree particolarmente sollecitate dai flussi dei villeggianti.

Nella Valle di Braies e a Prato Piazza le limitazioni scatteranno dal 1° luglio al 15 settembre 2026.

In questa finestra, tra le 9.00 e le 16.00, la valle sarà raggiungibile esclusivamente con i mezzi pubblici, a piedi, in bicicletta o dietro presentazione di una prenotazione online o di un permesso di transito valido.

Al di fuori di questo periodo, l’accesso a uno dei laghi più fotografati e frequentati delle Dolomiti rimarrà consentito senza limitazioni orarie.

Il contingentamento diurno si è reso necessario nei giorni di punta per l’elevato numero di visitatori giornalieri, un flusso che rischiava di compromettere la viabilità ordinata, la tutela dei residenti e la preservazione della natura circostante.

Per chi intende muoversi in auto, l’Associazione Turistica di Braies ha attivato un portale ufficiale dove completare la procedura, che richiede di selezionare data e orario, inserire la targa del veicolo a cui la prenotazione resta associata e scegliere l’area di sosta.

Si può optare per i parcheggi più vicini allo specchio d’acqua o per il parcheggio P1, situato a circa sei chilometri dalla meta, che include la navetta nel prezzo del biglietto.

I consigli degli operatori locali suggeriscono di muoversi con largo anticipo per evitare l’errore frequente di ridursi all’ultimo momento, dato che i fine settimana estivi si esauriscono spesso con settimane di anticipo, e raccomandano di puntare sui giorni feriali da martedì a giovedì, storicamente più tranquilli.

Altrettanto importante è verificare la correttezza della targa registrata, che viene scansionata all’ingresso, ed evitare confusioni con i sistemi di altre località montane, come i parcheggi della Plose, che seguono regolamenti e pedaggi del tutto indipendenti.

Le esenzioni e le alternative all’auto

L’ordinanza provinciale prevede una serie di esenzioni totali dall’obbligo di prenotazione diurna.

Oltre ai residenti e ai fornitori di servizi locali, sono esentati gli ospiti delle strutture ricettive che pernottano direttamente nella Val di Braies, ai quali basterà esibire la conferma scritta dell’hotel ai punti di controllo per transitare liberamente.

Per tutti gli altri, le alternative passano innanzitutto da una gestione intelligente degli orari: presentarsi ai varchi prima delle 9.00 o dopo le 16.00 consente l’accesso libero, anche se in alta stagione i parcheggi tendono a riempirsi già verso le 8.00 del mattino, mentre le ore pomeridiane offrono il vantaggio di una luce particolarmente suggestiva.

Sul fronte dei trasporti collettivi, oltre alla linea 443 da Dobbiaco e Villabassa, entra in gioco il bus 439 che unisce Monguelfo al lago.

Durante il periodo di blocco, anche per salire a bordo dei bus di linea vige l’obbligo di prenotazione del posto e non è possibile acquistare i biglietti a bordo, fatta eccezione per i possessori di Altoadigemobilità Pass, con la garanzia del viaggio seduti.

Per chi cerca un approccio più sostenibile e libero da vincoli digitali, il consiglio non ufficiale per l’estate è muoversi a piedi o in bicicletta.

Tre Cime e Val Fiscalina, due regimi diversi

Per i dintorni delle Tre Cime, dal 31 maggio all’11 ottobre 2026 l’unica vera alternativa alla strada panoramica a pedaggio sarà una navetta in partenza da Dobbiaco e diretta al rifugio Auronzo.

In questo caso l’utilizzo del servizio bus è vincolato a una prenotazione obbligatoria via web, valida sia per l’andata sia per il ritorno, con i canali di blocco attivi già dal 27 maggio.

Discorso parzialmente diverso per la Val Fiscalina, dove dal 14 giugno all’11 ottobre la Provincia ha scelto di non inserire passaggi telematici obbligatori, preferendo puntare sul potenziamento delle frequenze dei bus e su collegamenti ben coordinati.

La tutela dei residenti

Un capitolo a parte riguarda la gestione dei residenti, per evitare che i blocchi legati all’overtourism finiscano per penalizzare chi sul territorio lavora o si sposta quotidianamente.

Gli utenti in possesso dell’Altoadigemobilità Pass potranno continuare a raggiungere la Valle di Braies e la Val Fiscalina in modo semplice e senza l’obbligo di alcuna prenotazione.

Per i viaggi sulla navetta diretti verso le Tre Cime di Lavaredo, la riserva del posto tramite piattaforma rimarrà obbligatoria anche per i locali, ma il viaggio sarà soggetto alla normale tariffa di linea provinciale anziché a quella maggiorata prevista per i turisti.

Arrivano i Südtirol Alto Adige Ranger

Accanto alle limitazioni sul traffico, l’estate porta anche una nuova figura sul campo.

Come riportato dal Corriere della Sera, entreranno ufficialmente in servizio 15 Südtirol Alto Adige Ranger, una task force nata per gestire la pressione turistica nelle aree più esposte al fenomeno dell’overtourism.

Non avranno il compito di staccare multe né dovranno sostituirsi alle forze dell’ordine: la loro missione sarà convincere migliaia di visitatori a comportarsi in modo corretto in alcuni dei luoghi più frequentati e fragili del territorio.

I ranger presidieranno i punti focali del turismo altoatesino: dal Lago di Braies al Lago di Carezza, dal Seceda all’Alpe di Siusi, passando per i passi dolomitici, la chiesetta di Ranui, Santa Maddalena di Funes e la gola del Bletterbach.

Il loro compito sarà informare, orientare e sensibilizzare i visitatori sulle corrette norme di comportamento da tenere nell’ambiente naturale.

Ecosistemi sotto stress

L’iniziativa nasce da una constatazione non più ignorabile.

Negli ultimi anni le località alpine sono state investite da un incremento costante delle presenze turistiche, concentrate prevalentemente negli stessi luoghi e negli stessi orari.

Aumentano in modo allarmante le persone che escono dai sentieri tracciati, che si avvicinano troppo agli animali selvatici, che fanno volare droni in aree sensibili o che si mettono in pericolo per la ricerca del selfie perfetto.

È una pressione che stressa ecosistemi delicatissimi e genera evidenti problemi di sicurezza.

“Negli ultimi anni l’afflusso di visitatori e le sfide che ne derivano sono aumentati notevolmente in alcune aree”, ha spiegato l’assessore provinciale alla Tutela della natura, dell’ambiente e del clima Peter Brunner.

L’assessore ha poi precisato come i nuovi ranger siano chiamati a promuovere comportamenti rispettosi della natura soprattutto al di fuori delle aree protette, operando in affiancamento ai ranger dei parchi naturali e collaborando con il Servizio forestale provinciale.

Formazione e mediazione sul campo

Per prepararsi al ruolo, i 15 operatori hanno superato un corso di formazione di due giorni e mezzo, affrontando tematiche che spaziano dalla gestione dei visitatori alla comunicazione, dalla meteorologia al Patrimonio Mondiale Unesco delle Dolomiti, fino agli aspetti legali, normativi e alle tecniche di gestione dei conflitti.

L’obiettivo è renderli figure autorevoli e riconoscibili, capaci di dialogare con i turisti prima che i comportamenti problematici vengano messi in atto.

Il progetto non nasce dal nulla. Esperienze simili erano già state testate in zone prese d’assalto come Braies, Funes, Alta Badia e Val Gardena.

Proprio in Val Gardena i Dolomites Ranger sono stati impiegati per far rispettare i divieti relativi a droni, campeggio abusivo, cani lasciati liberi e sicurezza in alta quota, interfacciandosi con la polizia municipale, i forestali e il soccorso alpino.

L’approccio scelto è quello di una mediazione tra promozione turistica e tutela ambientale: non limitare l’accesso, ma accompagnare le persone verso una maggiore consapevolezza.

 

 

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