La pressione si misura anche in rifugio: il Cai porta la prevenzione in quota

Per tutta l'estate, medici e volontari del Club Alpino Italiano offrono misurazioni gratuite e anonime negli alti rifugi, tra Alpi e Appennini, per uno studio dedicato alla salute cardiovascolare in montagna

2 luglio 2026 - 11:56

Un check gratuito della pressione mentre si è in cammino

Tornano le Giornate dell’ipertensione nei rifugi, il progetto promosso dalla commissione centrale medica del Club Alpino Italiano, presieduta da Paolo Sossai, per portare la prevenzione e la cultura della salute nei luoghi della frequentazione montana.

L’iniziativa offre a escursionisti, appassionati di montagna e frequentatori dell’ambiente montano l’opportunità di farsi misurare gratuitamente la pressione arteriosa, in forma anonima, riservata e non invasiva, all’interno dei rifugi CAI coinvolti nei mesi di luglio e agosto.

A disposizione di chi vorrà sottoporsi al test ci saranno medici, volontari del CAI e componenti della Commissione Centrale Medica.

La montagna come luogo di prevenzione

Il progetto si inserisce nell’attività della Commissione centrale medica del CAI, che svolge un ruolo divulgativo, informativo e di aggiornamento sulle tematiche mediche legate alla montagna, anche attraverso la raccolta di dati e indagini sui problemi medici connessi alla frequentazione delle alte quote e delle montagne italiane.

I dati raccolti, sempre in forma anonima e aggregata, saranno successivamente elaborati dalla Commissione nell’ambito di uno studio dedicato all’ipertensione in montagna e, più in generale, al rapporto tra frequentazione delle terre alte, prevenzione e salute cardiovascolare.

Le parole del presidente Sossai

“Con questa iniziativa vogliamo avvicinare la prevenzione ai luoghi in cui le persone vivono la montagna”, ha spiegato il professor Paolo Sossai, presidente della Commissione Medica, in una nota stampa.

“La misurazione della pressione nei rifugi è un gesto semplice, ma può contribuire ad aumentare la consapevolezza sul proprio stato di salute e, al tempo stesso, fornire elementi utili alla ricerca medica in ambiente montano. La montagna è un luogo di benessere, ma va frequentata con attenzione, conoscenza e responsabilità” ha aggiunto Sossai.

Le tappe dell’iniziativa in tutta Italia

Dopo un primo test realizzato il 21 giugno in Abruzzo, in località Guado di Coccia, il progetto prosegue nelle prossime settimane in diverse aree montane italiane, coinvolgendo rifugi e località in più regioni.

In Trentino sono in programma il 3 e 4 luglio al Rifugio Vajolet a San Giovanni di Fassa (TN); nelle Marche il 4 luglio al Rifugio Città di Amandola, in località Capoluogo di Garulla (FM), e il 26 luglio al Rifugio degli Alpini, in località Forca di Presta (AP).

In Sicilia il 5 luglio al Rifugio Sapienza di Nicolosi (CT); in Campania il 4 e 5 luglio al Rifugio Monte Bulgheria (SA); in Lombardia il 12 luglio al Rifugio Rosalba a Colle Pertusio (LC); nell’area Veneto-Friuli Venezia Giulia il 19 luglio al Rifugio Telegrafo, sul Monte Baldo (VR).

Diverse giornate sono previste anche nell’area Liguria-Piemonte-Valle d’Aosta:

  • l’11 luglio al Rifugio Savigliano in Val Varaita con il CAI Savigliano;
  • il 12 luglio al Rifugio Garelli in Valle Pesio con il CAI Mondovì;
  • il 2 agosto al Bivacco Sartore in Valle Maira con il CAI Alba;
  • il 23 agosto al Rifugio Vallanta in Val Varaita con il CAI Saluzzo;
  • il 30 agosto al Rifugio Migliorero in Valle Stura con il CAI Fossano.

Attraverso le Giornate dell’ipertensione nei rifugi, il CAI conferma il proprio impegno nella promozione di una frequentazione della montagna consapevole, sicura e attenta al benessere delle persone.

Un progetto che unisce volontariato, competenza medica e ricerca, valorizzando i rifugi come luoghi di accoglienza, relazione e conoscenza.

 

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