È magnifico esplorare questo straordinario intreccio tra escursionismo, spiritualità e tutela ambientale.
Il Cammino dell’Anima non è soltanto un trekking di più giorni, ma un vero e proprio “corridoio ecologico e paesaggistico” che unisce le due coste della provincia di Messina, ponendo l’escursionista in un dialogo intimo con la natura.
Ecco come questo percorso esalta e connette i delicati ecosistemi della Rete Natura 2000.
Nato dalla profonda conoscenza del territorio dell’associazione Camminare i Peloritani (grazie all’impegno di figure chiave come Pasquale D’Andrea e Padre Giovanni Lombardo) e promosso attivamente da partner d’eccellenza come AssoCEA Messina APS (Centro di educazione ambientale civica e alimentare), il Cammino trasforma i passi in educazione ambientale sul campo.
L’obiettivo di associazioni come AssoCEA è proprio quello di utilizzare la lentezza del cammino per sensibilizzare le persone sul fragile equilibrio degli habitat montani, traducendo le direttive europee di conservazione in un’esperienza tangibile.
Il tracciato, lungo circa 125 km e diviso in 6 o 7 tappe, ricalca in gran parte l’antica strada militare o “regia trazzera” lungo la Dorsale dei Peloritani.
Questo ininterrotto crinale funge da spina dorsale per diverse aree protette cruciali:
_ La partenza dell’itinerario:
Il viaggio inizia dalla zona a protezione spciale dei Monti Peloritani, Dorsale Curcuraci, Antennamare (ITA030042), ad una quota di circa 1.127 metri di altitudine, al Santuario di Dinnammare.
Quest’area non offre solo uno straordinario belvedere sullo Stretto di Messina, ma è una Zps di importanza globale.
Il mare visto dai Monto Peloritani – Foto Getty Images
I Monti Peloritani rappresentano infatti un fondamentale “collo di bottiglia” per le rotte migratorie: qui, in primavera, milioni di rapaci e cicogne si riposano e sfruttano le correnti termiche durante il loro lungo viaggio dall’Africa verso il Nord Europa.
_ Il cuore verde: Procedento verso ovest si cammina lungo la dorsale di questa catena montuosa, attraversano le valli fluviali che disegnano la morfologia di questo territorio.
Si attraversano i territori di Fiumedinisi, Mandanici, Antillo e Novara di Sicilia mentre il cammino si immerge in un immenso bacino idrografico.
Camminare vista mare – Foto Francesco Cancellieri
Si cammina circondati da boschi di lecci, querce, castagni e pini, e si sfiorano giganti geologici come la Monti Peloritani(1.340 m).
In queste vallate, la Rete Natura 2000 tutela habitat ripariali quasi intatti e fiumare (come nel demanio di Fiumedinisi) dove sopravvivono felci rare come il capelvenere.
_ L’arrivo: Il cammino termina nella zona a protezione speciale della Laguna di Oliveri – Tindari (ITA030012).
Si scende gradualmente verso la costa tirrenica, attraverso la suggestiva Coda di Volpe, fino ad arrivare al Santuario della Madonna del Tindari.
Il santuario della Madonna di Tindari – Foto Getty Images
Qui ci si affaccia direttamente su una preziosa Zona Speciale di Conservazione (ZSC): i laghetti di Marinello.
Si tratta di un sistema lagunare salmastro in continua evoluzione geomorfologica, essenziale per la sosta dell’avifauna acquatica e per la conservazione di rare specie botaniche che vivono sulle dune sabbiose.
La rete sentieristica e i cammini sono un presidio prezioso per la tutela del territorio, queste “infrastrutture” contribuiscono alla conservazione dei territori e degli ecosistemi.
In particolare, questo cammino attreverso meravigliose aree della Sicilia, contribuisce a:
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