Passaporto sanitario: come funziona il pass Covid per viaggiare in Europa

Un passaporto sanitario per vaccinati e immuni per aprire le frontiere con regole comuni a partire dall'estate. Vediamo cos'è e come funziona il Digital Green Certificate, il passaporto vaccinale proposto dall'Unione Europea.

29 marzo 2021 - 19:45

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Passaporto sanitario e vaccinale (Digital Green Certificate): frontiere aperte in Europa

Un passaporto sanitario per viaggiare liberamente nei paesi dell’Unione Europea.

Mentre ci si prepara ad affrontare la terza ondata del coronavirus, con restrizioni un po’ in tutti i paesi membri, dalla Francia alla Polonia e naturalmente all’Italia (per le nostre restrizioni puoi leggere questo articolo su quello che si può fare in zona arancione e rossa), la Commissione Europea ha presentato una proposta per la creazione di un “lasciapassare” che consenta a chi è vaccinato, ha superato il Covid o è negativo al tampone di spostarsi liberamente.

Un provvedimento che fa guardare con fiducia ai prossimi mesi, quando anche la campagna vaccinale andrà a regime.

L’obiettivo della Commissione è rendere operativo il passaporto vaccinale, chiamato Digital Green Certificate, entro l’inizio dell’estate.

Questo consentirà al maggior numero di persone di spostarsi e dovrebbe aiutare a ridare fiato all’industria turistica, che nell’ultimo anno ha ridotto drasticamente le proprie attività.

 

Il passaporto sanitario: alcuni chiarimenti

Innanzitutto va chiarito che non verrà rilasciato un passaporto generale sanitario in senso stretto.

Il cosiddetto passaporto sanitario si articolerà in realtà in 3 diversi certificati, ognuno per la categoria di persone che ne sarà titolare.

Inoltre non sarà neanche un passaporto vaccinale.

Infatti potrà ottenere un certificato-lasciapassare anche chi ha avuto il Covid e chi ha fatto un test con esito negativo, non avendo avuto il covid e non essendo vaccinato.

Chi potrà usufruirne

Potranno ottenere il passaporto sanitario, nella forma di uno dei certificati, 3 categorie di persone:

  • I vaccinati
  • Chi ha ricevuto l’esito negativo di un test, molecolare o rapido, al Covid19
  • Coloro che hanno avuto l’infezione da Covid19 e l’hanno superata

Facendo parte di una di queste tre categorie, si potrà scaricare da un apposito sito uno specifico certificato, che sarà il lasciapassare per il viaggio.

Il certificato conterrà un QR code con tutte le informazioni riguardanti esclusivamente la storia vaccinale o Covid di quella persona e la firma digitale.

Il rilascio sarà ovviamente gratuito e nella lingua del paese membro che lo rilascerà.

Potranno chiederne il rilascio non solo cittadini UE, ma anche cittadini non UE che risiedono in uno stato membro o persone che hanno per altre ragioni diritto a viaggiare nel territorio europeo.

Come funzionerà

Una volta in possesso del certificato basterà mostrarlo ai controlli.

Così, ad esempio all’aeroporto, i funzionari addetti alla sicurezza faranno uno scan del QR code per verificarne l’autenticità.

Sarà valido anche in forma digitale, quindi il documento potrà comodamente essere salvato sullo smartphone, senza la necessità di stamparlo, ma chi vuole potrà utilizzare una copia cartacea.

Il video della commissione UE che illustra le caratteristiche principali

Che cosa si potrà fare, dove si potrà andare

 

Gli Stati Membri continueranno a poter decidere quali restrizioni applicare ai viaggiatori, ma saranno obbligati ad applicare le stesse misure a tutti i detentori di uno dei tre certificati del Passaporto Sanitario.

Questo è un aspetto decisivo, perché significa che un paese non potrà chiudere le frontiere ai cittadini di un altro specifico paese europeo, come è avvenuto nella prima fase della pandemia.

Il criterio per consentire l’accesso non sarà quindi quello del paese di provenienza, ma il possesso o meno del green digital certificate, il passaporto sanitario.

I singoli paesi potranno stabilire regole diverse a seconda del tipo di certificato, ad esempio più restrittive per chi ha solo il test e meno restrittive per i vaccinati.

Tuttavia il certificato garantisce che queste regole saranno uniformi, indipendentemente dalla nazionalità.

I possessori di uno dei certificati del passaporto avranno quindi libertà di accesso a pari condizioni a qualsiasi paese dell’Unione Europea, oltre che ad alcuni altri paesi: Svizzera, Lichtenstein, Norvegia, Islanda che implementeranno regole comuni.

Non è poi  escluso che altri paesi extraeuropei adottino provvedimenti uniformi per i possessori del passaporto sanitario UE.

Quali vaccini daranno il diritto al passaporto?

 

La Commissione ha precisato che daranno diritto al passaporto-certificato digitale tutti i vaccini approvati per la commercializzazione sul territorio europeo.

Al momento quindi si tratta di Pfizer-BionTech, Moderna, Astrazeneca e Johnson&Johnson, tutti approvati dall’EMA, l’Agenzia Europea per i Medicinali.

Altri vaccini arriveranno nelle prossime settimane.

I singoli paesi potranno decidere di aggiungere alla lista anche vaccini non ancora approvati dall’EMA.

 

Aggiornamenti

29 marzo 2021

Thierry Breton, commissario europeo con delega ai vaccini, ospite della trasmissione Le Grand Jury sul canale francese RTF ha mostrato il primo prototipo del passaporto sanitario.

Ha confermato che il sistema entrerà in funzione entro due-tre mesi e ha ribadito la modalità di funzionamento: il QR code indicherà se si è vaccinati e se sì, il tipo di vaccino, oppure se si è stati pazienti Covid, oppure ancora il risultato del test PCR.

18 Aprile 2021

Il Commissario Breton ha confermato che il passaporto sanitario sarà operativo da metà giugno, massimo fine giugno.

Ha precisato che la piattaforma digitale sarà pronta a fine maggio, con i test finali da compiere all’inizio di giugno.

Ha ribadito che, in assenza di vaccino, il certificato potrà essere rilasciato anche a chi si sottoporrà a tampone molecolare, il cui esito sarà indicato nel passaporto.

(fonte: BFMTV)

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